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Domenica 16 Giugno 2019

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CREMA

Icos fallita, quale futuro per Finalpia?

La società che gestiva la casa per ferie di Finale Ligure è stata dichiarata fallita dal tribunale di Milano

L'edificio dell'ex colonia di Finalpia
Il tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della Icos, società che gestiva la ex colonia di Finalpia trasformata in albergo e casa per ferie. Con essa è fallita anche Obras, società controllata al 100% da Icos, alla quale era stato ceduto il contratto. Il concordato richiesto non è stato concesso, ragion per cui Icos e Obras non potranno più operare. Finalpia, che era ufficialmente chiusa per ferie dallo scorso 4 novembre, non riaprirà dunque dopo la data prevista del 28 febbraio. Non è dato di sapere al momento quando potrà tornare in attività. Il tutto passa ora nelle mani del curatore fallimentare, al quale la Fondazione opera pia marina e climatica cremasca, proprietaria della struttura di Finale Ligure, dovrà rapportarsi. "La notizia del fallimento di Icos — spiega Pierpaolo Soffientini, presidente della Fondazione — ci è stata data dal nostro legale al quale avevamo affidato la pratica. Per la prossima settimana ho già convocato un consiglio di amministrazione, al quale sarà presente anche il sindaco Stefania Bonaldi, dove insieme all’avvocato decideremo la strategia da mettere in atto. Subito dopo comunicheremo come intendiamo muoverci. Purtroppo non sarà una situazione che si risolverà in breve tempo. Occorrerà verificare tutta la situazione". E confrontarsi con il curatore fallimentare. Il contratto di durata trentennale in essere tra la Fondazione e Icos, per la gestione di Finalpia, potrebbe essere inserito tra le voci attive del fallimento. Il curatore potrebbe decidere di cederlo ad un’altra società per recuperare dei fondi. Diversamente, dovrebbe garantire il pagamento dell’affitto o rinunciare al contratto. Dal canto suo, la Fondazione si inserirà tra i creditori, in quanto deve ancora riscuotere da Icos le ultime tre rate trimestrali di affitto oltre all’Imu versata, per la parte che per contratto sarebbe spettata al conduttore. In totale, circa 200mila euro. Il primo passo che il curatore nominato dal tribunale di Milano dovrà compiere è la perizia di tutte le attività e passività di Icos. Si tratta di un compito che potrebbe richiedere anche diversi mesi di lavoro. Il fallimento di Icos coinvolge anche l’ufficio che la società aveva a Crema, in via Stazione. 

24 Gennaio 2014