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Mercoledì 19 Giugno 2019

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Crema. Dopo una settimana di 'microfoni aperti'

Unioni civili, città divisa
Il bilancio del dibattito

Ecco il parere della gente in merito alla scelta del Comune di equiparare le coppie di fatto (etero e omosessuali) a quelle sposate

Unioni civili, città divisa
Il bilancio del dibattito
Per una settimana sono intervenuti politici e preti, studenti e pensionati, operai e imprenditori, ricchi e poveri, single e accoppiati, eterosessuali e omosessuali. Ognuno ha detto la sua, a proprio modo, commentando senza censure la scelta del Comune di istituire il registro delle unioni civili, ossia un albo che equipara le coppie di fatto (siano esse formate da uomo e donna o da persone dello stesso sesso) a quelle sposate, dando loro le stesse possibilità di beneficiare dei servizi e delle agevolazioni comunali.
La città è divisa in due: una metà applaude e l’altra metà storce il naso. Le posizioni sono nette: per i favorevoli si tratta del sacrosanto riconoscimento di diritti universali, per i contrari è invece un attentato al concetto tradizionale di famiglia. Divergenze che non fermeranno il percorso burocratico avviato lunedì scorso in consiglio comunale: la proposta avanzata dal consigliere di Sel Emanuele Coti Zelati è stata approvata con 14 voti a favore, 9 contrari e un astenuto, dando mandato alla giunta di istituire il registro. Ora la commissione Statuti e regolamenti lo metterà a punto nei minimi particolari, quindi il documento tornerà in aula degli Ostaggi per l’approvazione definitiva. 
Quel giorno i consiglieri torneranno a votare ascoltando la loro coscienza, ma non è escluso che il parere dei cittadini possa generare qualche ripensamento nei partiti. Significativo, per esempio, come stamattina il consigliere comunale del Pd Matteo Piloni, pur confermando il sostegno all’iniziativa, abbia ammesso che «l’unico limite legato all’approvazione del registro è stato la mancanza di dibattito pubblico prima del voto». Dibattito che questa settimana ha coinvolto sì la politica ma anche e soprattutto la gente comune, come quella — tantissima anche oggi — che ha telefonato in redazione, che ha scritto sul nostro sito o che abbiamo fermato tra i banchi del mercato di via Verdi.
Alla schiera dei contrari si sono aggiunti per esempio Lodovica, che si chiede «perché riconoscere dei diritti a chi non vuole riconoscere il proprio legame attraverso l’istituto del matrimonio», Mario Giuriati, secondo cui «il registro è solo un inutile doppione dell’anagrafe e quelli degli omosessuali sono problemi loro», o Rosa Sonzogni, che dice «un bel no, anzi mille no al registro». Pollice verso anche per Annamaria, convinta che «la famiglia è solo quella tra uomo e donna», per l’ex consigliere comunale Luciano Capetti, secondo cui «i valori della famiglia non abitano all’interno di questa giunta», per il consigliere comunale Sebastiano Guerini, che ribadisce il suo voto contrario nonostante sieda tra i banchi della maggioranza, o per Andrea, che dice di provare «pena e disgusto» per la vicenda dell’imprenditrice cremasca Silvia Bolzoni premiata dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia per aver riconosciuto il congedo matrimoniale ad un omosessuale.
Opinioni totalmente diverse, invece, per i tanti cittadini che oggi hanno applaudito la scelta del Comune. Per Paola Monticelli «estendere i diritti è sano e giusto», Lorenza guarda già avanti e definisce il registro «un punto di partenza e non certo di arrivo», Maurizio Franchi ritiene che «ognuno ha il diritto di formare una famiglia», mentre per Filippo Arienta «il registro comporterà un aumento della qualità vita». Favorevoli anche Monica Carminati, che da Soresina auspica che «altri comuni del territorio seguano la rotta tracciata dal comune di Crema», il consigliere Pd Gianluca Giossi che ricorda «come la tutela dei diritti civili fosse nel programma elettorale», Costantino di Summa, secondo cui «tutti devono poter vivere in libertà, a patto di evitare eccessi in pubblico», e ancora sì da Francesco Lopopolo, Doralice Spinelli, Raffaella e Lino Guerini Rocco, mentre Lucia e Francesca dicono «sì al registro ma no all’adozione dei figli da parte delle coppie omosessuali».
Chiudiamo con Angela Bresciani, che dopo tante discussioni in città passa la palla direttamente al Vaticano: «Vediamo adesso cosa farà il papa...»

25 Gennaio 2014

Commenti all'articolo

  • Silvia

    2014/01/24 - 10:10

    Sono l’amministratore unico di Zeta Service, la società che l’estate scorsa ha riconosciuto per prima il congedo matrimoniale retribuito a un collaboratore che si è unito al suo compagno attraverso l’iscrizione al registro delle unioni civili di Milano. Sono molto orgogliosa di quanto siamo riusciti a fare nel nostro piccolo, e quella che è stata per noi un’azione naturale e dettata dal cuore ha portato Zeta Service a ricevere anche l'Attestato di Civica Benemerenza dal Sindaco di Milano il 7 dicembre. Sono una Cremasca, e per questo non posso che essere felice di questa apertura che il Comune di Crema ha dimostrato nei confronti delle unioni civili, in quanto a mio avviso si tratta prima di tutto di una questione di rispetto della persona. Spero davvero che in un futuro prossimo molte altre aziende si muovano in questa stessa direzione, a sigillo di una società giusta, equa e avanguardista.

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  • giuseppe

    2014/01/24 - 09:09

    L'ennesima dimostrazione che la demagogia della sinistra ha una visione invertita della realtà. Se vuoi convivere, ci sono avvocati e notai che ti possono aiutare a redigere contratti legalmente impeccabili; ma perchè scomodare l'istituto del matrimonio, che determina la formazione di nuove famiglie e, se sei cristiano, è un Sacramento?

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  • Alessandro

    2014/01/23 - 19:07

    siamo solo bravi a riconoscere e pretendere diritti per tutti, ma mai i corrispettivi doveri

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  • mario

    2014/01/22 - 10:10

    ... della "gente di Chiesa" di voler imporre a tutti le proprie idee e le proprie regole.... Non vi stanno bene le unioni civili? Andate avanti a sposarvi in Chiesa, ma lasciate la libertà a chi la pensa diversamente da voi di gestire la propria vita secondo schemi diversi, nel rispetto del prossimo, senza precludere loro la possibilità di ottenere quei benefici del welfare che, in un paese civile, debbono essere alla portata di tutti i cittadini (e non solo di quelli che informano la propria vita a precetti evengelici...)

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  • PFG

    2014/01/22 - 08:08

    .. Anche alle coppie omosessuali, ma siccome la cosa è difficilotta, ben vengano le unioni civili e la loro equiparazione con le sposate!

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