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Crema. Il budget a disposizione per le spese correnti ricalcherà quello del 2013: circa 30mila euro

Tante idee, pochissimi soldi
Cultura, un 2014 da inventare

L'assessore Paola Vailati rivela i piani per il nuovo anno, difende il suo operato e boccia la proposta del centrodestra di unire biblioteca e museo

Tante idee, pochissimi soldi
Cultura, un 2014 da inventare
Tante idee, pochissimi soldi. Tempi duri per l’assessore Paola Vailati, costretta anche quest’anno a fare cultura con la calcolatrice. Il budget a disposizione dell’assessorato ricalcherà a grandi linee quello risicato dello scorso anno, quando per le ‘spese correnti’ — ossia per organizzare iniziative al di là della gestione dei vari servizi di base — furono stanziati soli 30mila euro. Ecco perché bisognerà ingegnarsi e anche un po’ accontentarsi, e perché la priorità, più che sfornare eventi, sarà migliorare i servizi esistenti. E’ la stessa Vailati a confermarlo, in un’intervista in cui l’assessore difende anche la portata politica delle sue proposte e boccia l’idea del centrodestra di riunire biblioteca e museo.
Assessore, cosa ci riserverà il 2014 sul fronte cultura?
«L’obiettivo è potenziare tutti i servizi culturali in città. La biblioteca nel 2013 ha aperto due domeniche al mese: appuntamento che, vista la grande affluenza, immagino come una costante. Cercheremo di portare più gente anche al museo, dove a breve riapriranno le sezioni di arte moderna e contemporanea. Le sale Agello, sempre al Sant’Agostino, ospiteranno mostre, festival, esposizioni e concerti in acustico, mentre il servizio Orientagiovani dovrà tornare un punto di riferimento per i ragazzi. L’obiettivo per il 2014, in altre parole, è quello di porre l’attenzione, oltre che agli eventi, soprattutto al miglioramento dei servizi».
Su quale budget potrà contare? 
«L’amministrazione sosterrà sempre l’importanza che la cultura riveste nella società, sia dal punto di vista educativo sia come risorsa per attirare turisti. Gli scenari nazionali, tuttavia, non fanno sperare in una grande quantità di risorse da investire, per cui temo che non saremo nelle condizioni di avere un portafoglio più ricco rispetto al 2013. Cercherò di sfruttare al meglio quelle stesse disponibilità e di sopperire alla scarsità di fondi pubblici attraverso la partecipazione a bandi e la collaborazione con sponsor privati».
I manifesti sull’immigrazione, il festival sulla Palestina, la marcia della pace: c'è chi dice che le proposte culturali abbiano spesso connotati politici...
«Le mie azioni devono trasmettere l’indirizzo politico che ritengo utile al miglioramento e alla valorizzazione della collettività. Non avrei compreso fino in fondo quale sia il mio ruolo se non assolvessi a questo dovere. Comunque l’offerta culturale in città è variegata e sono certa di non aver realizzato solo proposte di parte: la libertà di espressione è valore base del mio operato».
Il 2013 ha portato la cultura nei quartieri periferici e alleggerito il carico in luoghi centrali come ad esempio CremArena, la cui stagione estiva è stata criticata dalle opposizioni. Quest’anno accadrà lo stesso?
«Ricordo che la scorsa estate CremArena ha ospitato il cinema all’aperto da giugno a settembre, che si sono esibite band locali, i Nomadi e Paolo Migone, così come c’è stato spazio per le associazioni del territorio. Quel palco ha però delle limitazioni oggettive enormi che hanno reso difficoltosa la programmazione dei ‘big’. Quest’anno porteremo avanti le iniziative dimostratesi vincenti e potenzieremo la collaborazione con il San Domenico nella gestione di quello spazio, ma non concentreremo lì tutti gli eventi dell’estate».
Le realtà locali hanno sempre avuto molto spazio, ma per ovvie ragioni possono organizzare solo iniziative di portata limitata. Meglio tanti eventi piccoli o pochi ma di grande richiamo?
«Il meglio sarebbe riuscire ad avere entrambe le cose. Anche quest’anno ci adopereremo come in quello scorso per ospitare Anna Marchesini e, al contempo, per dare spazio ad artisti emergenti. Le realtà locali hanno enorme bisogno di ritornare ad esprimersi, sono una grande risorsa a basso costo e data la loro eccellenza sarebbe un errore non trarre profitto dalla loro presenza e voglia di fare».
Il centrodestra propone di riportare la biblioteca al Sant’Agostino e creare un unico polo col museo. E’ d’accordo?
«La proposta presenta diverse problematicità, anche dal punto di vista tecnico. Implicherebbe una ristrutturazione dei chiostri ora inutilizzati, una loro messa a norma con ascensore, facilitazioni per i disabili e servizi igienici. Inoltre, non sembrerebbe esserci lo spazio idoneo per contenere gli archivi della biblioteca. E comunque penso che palazzo Benzoni sia un bene comune che non valga la pena perdere. Piuttosto sarà interessante rivitalizzare il museo trasformando in aule studio alcune stanze oggi inutilizzate e migliorando il servizio informatico».

18 Gennaio 2014

Commenti all'articolo

  • Alessandro

    2014/01/19 - 17:05

    riguardo le motivazioni addotte per respingere la richiesta di accorpamento delle due entità si sente in lontananza... lo stridio delle unghie sui vetri

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