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Venerdì 15 Novembre 2019

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PANDINO

Taba, ritardi negli stipendi
sciopero spontaneo dei dipendenti

Poi l'incontro con la titolare Elena Sampellegrini e la promessa del pagamento degli arretrati di novembre

Elena Sampellegrini, Diego Volpi e Rita Brambini
PANDINO — Oggi alle 11 la stragrande maggioranza dei lavoratori impegnati nel turno del mattino alla Taba srl ha dato vita ad uno sciopero spontaneo. Gli operai sono usciti dai cancelli, esasperati per il mancato pagamento delle ultime due mensilità e della tredicesima e per analoghi problemi che si sono susseguiti nel corso del 2013. Poi sono rientrati, anche su invito della titolare dell’azienda Elena Sampellegrini, per sostenere l’assemblea con i sindacalisti Rita Brambini (Flai Cgil) e Diego Volpi (Femca Cisl) all’interno della sala mensa dell’azienda. Lo sciopero è proseguito per tutta la giornata, dunque anche per il turno notturno. Da domani alle 6 i dipendenti torneranno al lavoro, ma la vertenza non è affatto risolta. La situazione è in parte rientrata dopo che, terminata l’assemblea, quattro lavoratori, insieme ai sindacati, sono stati a colloquio con la Sampellegrini. "L’accordo temporaneo è stato trovato sul pagamento del cento per cento dello stipendio di novembre entro martedì 21 - hanno spiegato la Brambini e Volpi -. Avremo un nuovo per valutare come rientrare del resto dei compensi e per analizzare le prospettive future dell’azienda". La Taba srl è una delle storiche imprese del borgo. Produce tappi per batterie d’auto e conta 40 dipendenti. Un anno fa l'apertura di una divisione che si dedica ai prodotti per il packaging dell’industria cosmetica, di cui la Sampellegrini è amministratore unico. "Da tre anni - ha raccontato l'imprenditrice - faccio i salti mortali per risollevare un’azienda che il mio amato padre Angelo mi ha lasciato in condizioni finanziarie catastrofiche. In più ci si è messa anche la crisi del settore automotive. Nonostante tutto, siamo rientrati di oltre la metà del debito. I problemi di liquidità nei pagamenti sono dovuti ai bonifici dalle case automobilistiche a 180 giorni, mentre i fornitori dobbiamo pagarli cash. E la precedenza devo darla alle materie prime, rispetto agli stipendi, se non voglio fermare tutto. Mi spiace che i miei ragazzi siano arrivati al punto di abbandonare la nave. Abbiamo 473mila euro di ordini da consegnare giovedì, se non rientrano al lavoro mi costringeranno davvero a chiudere l’azienda".

13 Gennaio 2014