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Domenica 15 Settembre 2019

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CREMA

I voti di fine anno ai consiglieri comunali

I giudizi sui dodici capigruppo su 24 presenti in aula ostaggi

Una seduta del consiglio comunale
Vale la stessa premessa fatta in occasione della pubblicazione dei voti riguardanti sindaco e assessori. Da alcuni anni, a fine dicembre, vengono stilate le pagelle di politici e amministratori comunali. La raccomandazione è la solita, affinché non sorgano fraintendimenti sul significato del giudizio e non vengano quindi tratte interpretazionei fuorvianti. Le pagelle intendono proporre una cronaca del palazzo meno paludata e burocratica. Non bocciano e non promuovono nessuno. E soprattutto non esprimono valutazioni sulle capacità professionali di coloro che vengono citati. Sotto la lente di ingrandimento il lavoro dei capigruppo, passati nel corso dell'anno da 11 a 12, a fronte di 24 consiglieri. Infatti il gruppo del Pdl si è diviso tra Forza Italia (capogruppo Simone Beretta) e Nuovo centro destra (Laura Zanibelli). Altra novità è il cambio del presidente dell’assemblea: Matteo Piloni, una volta eletto segretario provinciale del Pd, ha rassegnato le dimissioni. Al suo posto, un mese fa, Vincenzo Cappelli per il quale è impossibile esprimere un giudizio sull’operato: troppo presto. E ancora le dimissioni in febbraio di Agostino Alloni: su quella sedia, come capogruppo di Lavoro @ Impresa siede ora Dante Verdelli. A settembre anche Felice Lopopolo (Pd) ha deciso di lasciare, surrogato da Teresa Caso. 
Emanuele Coti Zelati (Sinistra ecologia e libertà). Il suo partito aveva convocato tanto di conferenza per annunciare critiche al bilancio di previsione, che prevedeva soprattutto l’aumento della pressione fiscale. In aula Ostaggi è arrivato ben poco di quanto denunciato. Interventi, quelli di Coti Zelati, misurati nei contenuti e prevedibili. In compenso spariglia le carte con comunicati extraconsiglio. Voto 5 
Matteo Gramignoli (Buon Giorno Crema). Dura presa di posizione pubblica (in attesa venga replicata in aula Ostaggi) contro la ‘sua’ maggioranza in merito all’apertura di una ‘pompa bianca’ di carburante nell’area dell’Ipercoop. Per il resto interventi ordinari, del tipo «anch’io, come i miei colleghi di maggioranza, sostengo sindaco e giunta per...». Voto 5,5 
Mario Lottaroli (Federazione della sinistra). Si conferma ‘duro e puro’. Riesce anche a parlare in aula Ostaggi di problemi soprattutto di carattere nazionale o meglio li mutua a livello locale. Strappo sul voto relativo alla delibera di indirizzo sulle partecipate, ma con la sottolineatura che il suo gruppo non sarebbe uscito dalla maggioranza. Cerchiobottista. Voto 4,5 
Gianluca Giossi (Pd). Sempre polemico nei confronti dell’opposizione, non cerca il dialogo e ricorda con insistenza gli errori della passata amministrazione. Quando c’è da difendere sindaco e giunta si cala perfettamente nel suo ruolo. Affidabile. Voto 6 
WalterDella Frera (Crema Bene Comune). Delega allo sport, e si vede. Quando l’argomento entra in aula Ostaggi, interventi dettagliati e documentati. Il resto è routine. Voto 5 
Davide Verdelli (Lavoro @ Impresa ) . Difficile se non impossibile giudicarlo. A memoria un solo intervento sulla vicenda tribunale Voto n.p. (che sta per non parlante) Alessandro Boldi (Movimento Cinque Stelle). Cosa faranno da grandi ancora non si sa. Sono all’opposizione stando anche alla disposizione logistica, ma si fa fatica a capirlo. Non a caso il sindaco Stefania Bonaldi li guarda con simpatia. Voto 5 
Laura Zanibelli (ex Pdl, ora Nuovo centro destra). Documentata su ogni questione. Toni pacati, ma duri. E pure coerente: quanto annuncia in conferenza stampa o attraverso comunicati viene poi riportato in aula Ostaggi con interpellanze o mozioni. Voto 7 
Simone Beretta (Forza Italia). Capogruppo da poco. Senza voto 
Antonio Agazzi (Servire il cittadino). La ‘madre di tutte le guerre’ è la vicenda tribunale. Non si è risparmiato, rischiando anche una querela. Abita in aula Ostaggi da anni e non c’è nulla da insegnargli. Non ha perso il vizio di compiacersi delle sue innegabile doti retoriche. Voto 6,5 
Paolo Patrini (Solo cose buone per Crema). Pochi interventi, ma polemico al punto giusto. Se era abituato a spaziare sui temi nazionali, ora si è ridi men sio nat o: studia quelli locali e poi — con enfasi — se li fa suoi in aula Ostaggi. Per ora è comunque poco incisivo. Voto 5,5 
Alberto Torazzi (Lega). Non si fa scrupoli e la diplomazia non è il suo forte. E’ un panzer che punta dritto sul bersaglio.Non sempre è documentato, ma riesce a sopperire con la dialettica di romana concezione. Voto 6

28 Dicembre 2013