il network

Venerdì 19 Luglio 2019

Altre notizie da questa sezione


CREMASCO.

I comuni cremaschi rischiano di perdere 15 milioni di euro

Il presidente dell'amministrazione provinciale Massimiliano Salini spiega i suoi dubbi sull'operazione Scrp-Padania Acque

Il presidente dell'amministrazione provinciale Massimiliano Salini

Il presidente della provincia Massimiliano Salini torna a esprimere le sue perplessità sull’operazione, che sta per concretizzarsi, di affidamento del servizio idrico. E lo fa senza mezzi termini: «Il peccato originale di tutta questa vicenda è noto: l’affidamento in house provvisorio del servizio idrico integrato a Padania Acque Gestioni, cui tutti stiamo lavorando con enorme impegno, è un ripiego, e come tale presenta importanti pregi ed imponenti difetti. Il pregio principale è quello di mettere più o meno d’accordo tutti, soprattutto con riferimento a questioni di carattere culturale e politico, a mio parere del tutto anacronistiche. Il principale difetto, secondo me assurdo ed evitabilissimo, è quello di far perdere un’enorme mole di valore economico territoriale, in particolare agli enti locali soci della cremasca Scrp». Ammonendo: «‘Pag’ nell’attuale assetto totalmente pubblico, come con molta onestà hanno riconosciuto i suoi vertici nella varie assemblee, ha ossigeno finanziario per poter affrontare gli investimenti richiesti dal territorio per un paio d’anni, tre al massimo».

Lo scenario per il presidente sarà questo: «Al termine di questo breve periodo per poter continuare ad operare senza danno per i cittadini, si troverà costretta ad aprire il proprio capitale ai privati. Ma a quel punto lo farà in una condizione di assoluta emergenza, e quindi con un potere contrattuale bassissimo. Questo impedirà agli enti locali soci di avere il potere decisionale ed economico che avrebbero se l’operazione non venisse rinviata». Salini osserva: «Tutto ciò risulta ancora più inspiegabile se si pensa che da oltre un anno sul mio tavolo giace una proposta approvata dall’Autorità d’ambito locale che prevede un modello di apertura immediata del capitale ai privati con modalità coerenti con quanto afferma la Corte Costituzionale in merito all’esito referendario del 2011, e soprattutto con un piano d’investimenti ventennale di circa 350 milioni di euro, senza alcun aumento tariffario. La proposta assegna la maggioranza e un ruolo preminente agli enti locali territoriali. Non capisco perché si preferisca fare la stessa cosa tra due anni». E sul Cremasco: «Questo disegno comporta i maggiori rischi ed il maggior impatto patrimoniale per i soci di Scrp che si trovano costretti ad una ricollocazione in Padania Acque delle loro partecipazioni tale da comportarne il quasi dimezzamento di valore. Se in tre anni la società realizzerebbe circa 70 milioni di euro di investimenti, i soci di Scrp perderebbero più di 15 milioni di euro di valore patrimoniale». In chiusura: «A quanto pare le ragioni di bassa bottega locale hanno trovato un accordo con quelle dell’ideologia iperpubblicistica in eterna campagna elettorale. L’amministrazione provinciale, che è l’autorità competente in materia, asseconderà ed accompagnerà le decisioni dei sindaci».

11 Settembre 2013