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MOSCAZZANO

Ultimo abbraccio a Viola. «Ora sorride in Paradiso»

La toccante omelia di don Erosi per la piccola stroncata dal Covid: commozione e palloncini colorati

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28 Aprile 2021 - 07:38

Ultimo abbraccio a Viola. «Ora sorride in Paradiso»

MOSCAZZANO (28 aprile 2021) - Un sorriso che non sarà mai dimenticato, una voglia di vivere, nonostante le difficoltà, che resterà nel cuore della piccola comunità. Viola Gipponi, come ha ricordato don Osvaldo Erosi nell’omelia, «continuerà a sorridere in Paradiso, lei è già là, accompagnata da Gesù». Com’era prevedibile, ieri pomeriggio la chiesa parrocchiale non è riuscita a contenere tutti coloro che hanno voluto dare l’estremo saluto alla bambina di 10 anni, iscritta alla quinta alla primaria di Credera Rubbiano, morta venerdì scorso all’ospedale Gaslini di Genova. Un centinaio di persone all’interno – di più non era possibile, per le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria –, almeno il doppio fuori, hanno seguito la messa celebrata da don Erosi, affiancato da altri sacerdoti della diocesi cremasca. Entrambe le amministrazioni comunali hanno partecipato in forma ufficiale alle esequie: seduti in uno dei banchi centrali, con indosso la fascia tricolore, sono intervenuti il sindaco Gianluca Savoldi e il collega di Credera Rubbiano Matteo Guerini Rocco. Tutt’intorno occhi lucidi, lacrime e commozione e una comunità intera stretta attorno alla mamma Eleonora, al papà Matteo, al fratello 18enne Leonardo e alla piccola Anita, nata due anni fa. All’esterno della chiesa anche le amiche della scuola di danza che Viola frequentava, insieme alle loro insegnanti: al termine della funzione, quando il feretro ha cominciato il lento percorso verso il cimitero, hanno librato in aria i palloncini colorati, con i loro pensieri dedicati a Viola.

I compagni di classe della ragazzina, invece, non c’erano: sono ancora in quarantena per un caso di positività in classe. Viola l’hanno salutata l’ultima volta a inizio marzo, quando ancora le lezioni erano in didattica a distanza. Poi la secondogenita di casa Gipponi ha contratto il Covid 19, diagnosticatole all’ospedale di Crema. Una polmonite che ha subito preoccupato i medici, a causa di una rara patologia contro cui Viola si batteva da tempo. Il suo fisico non ha retto alle complicanze causate dal virus. Prima il trasferimento al San Matteo di Pavia, poi al Gaslini, ospedale pediatrico super specializzato. La rianimazione e tutti i tentativi di aiutare respirazione e funzione cardiaca di Viola sono stati inutili. «Lasciate che i bambini vengano a me, disse un giorno Gesù, lasciate che Viola torni al suo Gesù, noi, come tutta la comunità, staremo vicini alla famiglia» ha esordito don Erosi all’inizio della funzione. Nell’omelia ha ricordato il sacrificio di Cristo in croce, simbolo di speranza. «Quando Gesù muore, sul Golgota cala il silenzio, ma anche Dio è muto, risponderà solo dopo, al terzo giorno, con la resurrezione. Anche noi oggi stiamo in silenzio. Il nostro tacere si incontra con quello di Dio, che ci spaventa e ci fa arrabbiare. Eppure, guardando Gesù morto in croce troviamo un po’ di luce e di speranza: il terzo giorno arriverà». Don Erosi ha poi ricordato il suo ultimo faccia a faccia con Viola. «Il giorno della sua prima confessione il 28 febbraio scorso. Ricordo bene il suo sorriso e la sua serenità. Mi domandavo, come fa una bimba con alle spalle tanti anni di dolore a mantenere questa forza e gioia di vivere? Così mi piace ricordare la nostra cara Viola. Vederla nel sorriso e nella pace del Signore». In parrocchia l’aspettavano tutti: «Viola si stava preparando alla prima comunione – ha concluso il don – avevamo spostato anche la data, per attendere la sua guarigione. Poi è arrivato il virus e questo periodo drammatico che il mondo sta attraversando. La sua comunione è ora in cielo. Vedremo Dio così com’è, dice l’apostolo Giovanni. Noi non comprendiamo tutto ma vogliamo fidarci di queste parole, c’è un Dio che non abbandona i propri figli, ma li ama nella buona e cattiva sorte». Prima del commiato, la poesia dedicata alla bimba, un ricordo della sua passione per il canto. Infine, il lungo applauso, che ha accolto l’uscita della piccola bara bianca dalla chiesa, prima del corteo sino al cimitero. Viola è stata sepolta nella tomba di famiglia.

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