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Complimenti? No, molestie. Arriva la condanna: 2 anni

Estate del 2019: 27enne prende di mira una studentessa sul treno e una veterinaria lungo il Serio

Francesca Morandi

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dduchi@laprovinciacr.it

21 Aprile 2021

Complimenti? No, molestie. Arriva la condanna: 2 anni

CREMA (21 aprile 2021) -  Davanti ai giudici aveva minimizzato. «Ho fatto solo dei complimenti». Ed ecco i complimenti. Il 22 luglio del 2019, sul treno aveva preso per il braccio una studentessa, l’aveva trascinata a sé e le aveva toccato il fondo schiena.
L’1 agosto successivo, sulla ciclabile lungo il Serio, aveva tentato di sollevare la gonna e di toccare le cosce ad una veterinaria a passeggio con il suo cane. Lei si è così spaventata che non ci è più andata.
I «complimenti», per dirla con l’imputato, Bogdan Sturzu Vasile, classe 1994, romeno, disoccupato, domiciliato a Soresina, incensurato, si chiamano tentata «violenza sessuale». E a Vasile sono costati la condanna a 2 anni di reclusione. Il Tribunale gli ha riconosciuto l’attenuante speciale prevista per i casi di minore gravità. L’uomo è stato inoltre condannato a risarcire con 1500 euro (una provvisionale immediatamente esecutiva) la studentessa, parte civile, nel processo, con l’avvocato Gianluca Pasquali. Vasile potrà ottenere il beneficio della sospensione condizionale a patto che la risarcisca.
L’indagine dei carabinieri del Nucleo radiomobile di Crema era partita dalla denuncia della veterinaria. Lei non si è costituita parte civile. Il suo racconto in aula. «Stavo passeggiando con il cane. Più volte mi è capitato di incrociare due ragazzi in bicicletta». Già, perché Vasile si muoveva sempre con un ragazzino minorenne, suo cognato, si è scoperto ieri. «Non era la prima volta che li incrociavo, mi facevano commenti a sfondo sessuale: ‘Ti porto nel bosco a ...’». Tra giugno e luglio, sarà capitato «una decina di volte», sempre alla stessa ora, tra le sette e un quarto e le otto e trenta della sera. Anche l’1 agosto. «Li ho incrociati, solo che, quella volta, hanno rallentato, uno dei due (l’imputato, ndr) ha tentato di sollevarmi il vestito, di toccarmi le cosce. Non c’è stato il contatto. L’altro, più giovane, era distante. È stato abbastanza breve, poi è arrivata gente, se ne sono andati. Ero molto spaventata, ho chiamato un mio conoscente, mi sono recata dai carabinieri. A passeggiare sul Serio non ci sono più andata».
Chi ha indagato, ha scoperto che alcuni giorni prima, una studentessa aveva denunciato ai carabinieri di essere stata molestata sul treno partito da Crema.
Il racconto della studentessa in aula. «Ero sul treno per Cremona. Alla stazione sono saliti due ragazzi con le biciclette. Si sono seduti nel mio scompartimento. Quello più grande si toccava le parti intime. Io ero a disagio, mi sono alzata per spostarmi, per cambiare carrozza, mi ha preso per il braccio, mi ha trascinato verso di lui. Gli ho detto . ‘Lasciami stare’. Lui : ‘Ti infilo il ....’. Gli davo delle gomitate per divincolarmi, mi ha toccato il sedere, si è aperta la porta del treno e sono scesa a Castelleone. L’ho denunciato».
Tornando alle indagini dei carabinieri del Nucleo radiomobile di Crema, le descrizioni rese dalle due vittime del molestatore e del minore che era con lui combaciavano. Un giorno, alla stazione di Soresina, due marescialli avevano tenuto d’occhio, fermato e identificato i due stranieri. Non avevano documenti. Attraverso l’Ufficio anagrafe di Soresina, i militari avevano saputo le generalità del minore, che aveva precedenti di polizia. Il maggiore, Vasile, aveva dato lui il suo nome e cognome. Gli elementi «combaciavano», ma «non bastava: serviva l’individuazione fotografica». Si è preparato l’album. «La dottoressa, seppure con qualche riserva in più, e la ragazza hanno riconosciuto con certezza i due», aveva spiegato al processo il il comandante del Radiomobile, Giovanni Ventaglio.
Al processo, Vasile l’ha buttata sui complimenti. «Quel giorno sul treno non è andata così come ha detto la ragazza. Io e il mio amico siamo partiti dalla stazione di Crema. Per sbaglio l’ho toccata per un braccio. Escludo di averle toccato il fondo schiena. Quando è scesa, lei mi ha mandato a quel paese ed io anche. E non ho toccato l’altra sulla ciclabile. Le abbiamo solo fatto dei complimenti molto gentili: ‘Sei bella’».
Difficile credere che due donne corrano spaventate dai carabinieri a denunciare episodi di violenza se tutto si è ridotto ad un «complimento gentile Vasile non se lo è spiegato: «Non lo so. Forse perché erano arrabbiate. Ci siamo mandate a quel paese».
A minimizzare ci ha provato ieri anche il cognato minorenne di Vasile. «Sull’argine c’era una ragazza con il cane. Noi eravamo in bici. Era la prima volta che la vedevamo. Non andavamo spesso su quell’argine. Mio cognato sull’argine non ha fatto niente. È passata quella ragazza, lui le ha detto delle parolacce». «E uno dice delle parolacce ad una persona che non ha mai visto?», ha rilanciato la presidente del collegio. «Le parolacce non sono niente di male. Gliele ha dette, perché lui voleva passare con la bicicletta». Secondo episodio: «Sul treno, prima di scendere a Soresina è successo qualcosa?». «No».
«Le parti offese lo hanno riconosciuto. L’imputato ha minimizzato», ma la sua versione cozza contro «le coerenti versioni» di veterinaria e studentessa, ha detto il pm Milda Milli. Da qui, la sua richiesta di condannare a 3 anni di reclusione il molestatore convinto di far passare per «complimenti gentili» i due episodi di violenza sessuale seppure incasellata tra i fatti meno gravi». Novanta giorni per il deposito della motivazione della sentenza.

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