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Lunedì 19 Aprile 2021

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MUSICA. L'INTERVISTA

La nuova Mydrama: «Dalla cameretta al mondo»

Dopo la partecipazione a X Factor, la cantante di Monte Cremasco pubblica il singolo «Le luci» e il videoclip

La nuova Mydrama: «Dalla cameretta al mondo»

MONTE CREMASCO (25 febbraio 2021) - «Era un treno di notte, Milano Centrale, lampioni, murales, champagne e tuareg». Nel videoclip della canzone, le luci sono quelle della città della Madonnina, perfettamente riconoscibile in una notte incorniciata dai finestrini di uno strano autobus a due piani. La voce, invece, è quella della ventiduenne cremasca Mydrama (vero nome Alessandra Martinelli), lanciata nelle classifiche pop dopo una fortunatissima partecipazione all’ultima edizione di X-Factor. «Le luci», il nuovo singolo già destinato a diventare un vero tormentone, è una dichiarazione d’amore dell’artista alla metropoli che l’ha adottata. Un pezzo che fa ballare e cantare, reso irresistibile per merito di una voce inconfondibile, uno stile internazionale, una raffinata produzione (anche quella ‘made in Crema’ grazie alla mano sapiente di Davide Simonetta) e un featuring che non può passare inosservato col rapper Dani Faiv. Mydrama scrive un nuovo capitolo di una storia pop già esaltante, e nata in una cameretta di una casa di Monte Cremasco, fino al grande salto.

[GUARDA IL VIDEOCLIP]

«Le luci» è uscito da pochissimi giorni e solo di ieri è la pubblicazione del videoclip: come si vive il lancio di un nuovo singolo e quale è il clima che già percepisce attorno a questa canzone?
«È una grande emozione avere un singolo con un featuring così importante. Il riscontro è già molto positivo, non solo dai giovani ma da un pubblico più ampio. Sono contenta perché mi pare che le persone stiano capendo il suono internazionale che cerca di abbracciare il mio progetto. Proprio oggi (ieri, ndr) esce il videoclip: vedo i risultati del mio lavoro e sono contentissima».

«Le luci» si discosta un po’ da quello che ha fin qui realizzato…
«È piuttosto diverso, ma ciò non significa che io abbia cambiato genere. Ho sempre cercato di mantenere una certa flessibilità nella musica: io canto, e con la mia voce penso di poter agganciare molti generi, molte cose differenti. Spero che ciò venga capito, e al momento pare che l’accoglienza sia molto buona».

Tra l’altro l’officina che ha creato questa canzone è davvero molto cremasca. Oltre a lei, fra gli autori c’è anche Davide Simonetta, uno dei più apprezzati autori del momento, anche lui cremasco doc.
«Esattamente: Davide è anche produttore del pezzo, oltre che autore insieme a Simone Cremonini. Simone un giorno è venuto a prendermi a Monte Cremasco annunciando che il giorno stesso saremmo andati in studio. ‘Bene’, gli dico io. ‘A Bagnolo Cremasco!’, risponde lui. Mi sono messa a ridere, scoprendo poi questo splendido studio e lavorando con un mio… ‘compaesano’. Molto bello davvero.

La città che però fa da sfondo al singolo è Milano. Cosa rappresenta per lei?
«Vengo da un paesino di 2.000 abitanti, e io sono sempre stata quel tipo di persona che non sta mai ferma. Un piccolo paese non offre le stesse possibilità di una grande città purtroppo, quindi in modo molto naturale a un certo punto ho guardato a Milano, una città che da sempre mi affascina per come è fatta, per come si vive lì. Negli ultimi anni la mia mente si è aperta ancora di più, proprio grazie alla frequentazione di Milano, dove ho trovato tanta ispirazione per il mio percorso musicale. Senza contare la grande occasione di X-Factor. Qui il mio progetto è diventato più grande».

Oggi quale è il suo rapporto con Monte Cremasco?
«Lì c’è la mia base, lì ci sono i miei, da tanti anni. Un piccolo centro, per chi vuole fare musica non offre troppe occasioni, ma se penso al mio progetto, se penso a tutto quello che è iniziato, beh, è iniziato a casa mia, nella mia stanza, nonostante fuori ci fosse un piccolo paese. Sentivo la voglia di evadere, di trovare cose nuove. Sono testarda e così è iniziata la mia avventura».

Si dice che il post- X-Factor sia una fase molto delicata per un artista, perché l’attenzione che si guadagna calcando quel palco poi è sempre molto difficile da mantenere. Come ha vissuto e sta vivendo questo momento?
«A esperienza finita - esperienza che ho comunque vissuto fino alla fine, vivendo completamente il programma - tornando a casa ho avvertito un certo vuoto, anche perché gennaio e febbraio per la musica sono mesi solitamente molto fermi, una situazione aggravata quest’anno anche dal Covid. Ma la voglia di continuare era tanta: ho trasformato la mia fame in nuove canzoni. Ne ho scritte molte, e sicuramente faranno parte del progetto prossimamente. Ho trasformato quello stop in qualcosa di positivo. Le cose fatte in questo periodo, compreso il video, sono comunque numerose: torno a vedere una luce in fondo al tunnel e sono contenta di continuare a lavorare».

Seguirà Sanremo?
«Certamente!»

Per chi farà il tifo?
«Sicuramente per Madame, giovanissima, anche lei ha iniziato da zero, ma anche per Fedez e Michielin. E poi Casadilego, mia compagna di avventura di X-Factor che duetterà con Renga! A tutti loro auguro il meglio».

E a Mydrama con chi piacerebbe duettare in futuro?
«Oddio, difficile dirlo… non ci sono nomi precisi, ma condividere con quante più persone possibili la mia creatività penso sarebbe la cosa migliore. Ho una visione ampia, quindi sarebbe bello collaborare con artisti anche molto differenti fra loro».

Alle sue prime esibizioni si è molto parlato dei suoi copricapi. Da cosa nasce questa passione per i cappellini?
«Una questione di riconoscibilità! (ride). All’inizio era solo per gusto, anche ingenuamente. Poi la gente ha iniziato a riconoscermi, a identificarmi anche grazie a quelli. È un accessorio che amo molto e questo abbinamento è stato ottimo. A me fa piacere».

Il suo nome d’arte, invece, letteralmente significa ‘il mio dramma’...
«Ho voluto rappresentare con questo nome d’arte il periodo nel quale ho preso consapevolezza di tutto ciò che alla fine mi ha portato alla musica. Prima di iniziare a cantare, ad allargare la mia passione, sono passata attraverso momenti molto negativi. Tutto però mi ha aiutato poi a costruire le mie canzoni. Sono esperienze che mi hanno aiutato tanto, anche se di fatto questo nome deriva dai drammi che ho vissuto. E che mi hanno cambiata a livello personale, mentale e sentimentale».

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25 Febbraio 2021