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Lunedì 26 Ottobre 2020

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OFFANENGO

Nel libro «L’impresa di una vita» la storia della Coim

Dedicato al fondatore Mario Buzzella: «Nato con il Dna dell’imprenditore». L’annuncio del sindaco: «A lui verrà intitolato il nostro campo sportivo»

Nel libro «L’impresa di una vita» la storia della Coim

Beatrice e Francesco Buzzella

OFFANENGO (10 ottobre 2020) - È nato con il Dna dell’imprenditore, che ha ereditato da genitore e nonno, che hanno fatto anche l’esperienza del migrante alla ricerca dell’affermazione personale in America del Nord e del Sud , con il carattere e la tempra degli uomini di lago, che sono animati da un pizzico di spensieratezza e che credono ai sogni, soprattutto fanno di tutto per realizzarli.
Mario Buzzella si è sentito attratto da una città come Milano mentre era adolescente e ci è andato (in bicicletta e senza bonus) a fare il fruttivendolo. Voleva studiare ed è riuscito a convincere mamma e papà, frequentando un istituto professionale che gli ha permesso di scoprire ed innamorarsi della chimica che lo ha portato, dapprima, a lavorare alla Sir non ancora ventenne.
Un sogno che è diventato una grande e splendida realtà di nome: Coim. Insieme a Cesare Zocchi ha fondato nel 1962, in un paese depresso come Offanengo, grazie all’incontro con un altro uomo d’eccezione quale il sindaco Franco Patrini, l’azienda che nel giro di pochi anni è cresciuta e si è diffusa in Europa, in America e in Asia.
Mario Buzzella ha desiderato raccontarsi per la stesura di un libro mentre era già alle prese con il diabete, dopo avere ceduto le redini al figlio Francesco. Lo ha fatto in prima persona, raccontandosi a Roberto Bettinelli e Rossano Salini. «L’impresa di una vita» è titolo del volume che è stato presentata nella sala polifunzionale dell’oratorio ad iniziativa del ‘Settembre Offanenghese’ e dell’amministrazione comunale, presenti circa 140 persone adeguatamente distanziate fra le quali rappresentanti delle imprese, uomini politici, personaggi del mondo sindacale. Il presidente del ‘Settembre’ Tarcisio Mussi ed il sindaco Gianni Rossoni hanno introdotto la serata sottolineando gli aspetti più significativi della personalità del fondatore della Coim ed il suo rapporto con il territorio e con la comunità. L’azienda ha sostenuto e continua ad essere vicina a molte strutture e istituzioni locali, in particolare l’oratorio, la scuola e lo sport. A questo riguardo il sindaco ha annunciato la decisione della Giunta comunale di intitolare il campo sportivo a Mario Buzzella, nel ricordo anche della sua attività di calciatore quale portiere delle giovanili del Milan, interrotta da un infortunio.
I figli dell’imprenditore Francesco e Beatrice, che proseguono l’attività del padre, hanno raccontato diversi aneddoti dell’uomo di casa, che non era molto diverso da quello d’azienda.
Essi, rispondendo alle domande dei due curatori della pubblicazione, hanno confidato di avere scoperto molte cose sulla vita del padre leggendo il libro che si avvale di una interessantissima prefazione scritta dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. «Buzzella — afferma Bonomi — è stato un industriale simbolo e protagonista di quell’Italia imprenditoriale venuta dal basso, che ha fatto grande il nostro paese, e lo ha consegnato ai successori con la stessa sfida di non mollare mai e crescere ancora. Una sfida oggi proseguita e rilanciata dai figli».

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10 Ottobre 2020