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Lunedì 21 Settembre 2020

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CREMA. IL DELITTO DI SABRINA

Ossa, errore del veterinario. «È al vaglio delle autorità»

Silenzio dell’Ats sul professionista che aveva stabilito fossero di un cane e ordinato lo smaltimento. Martedì altro sopralluogo del pool di esperti e del pm sull’auto bruciata. Attesa per l’esame del Dna

Ossa, errore del veterinario. «È al vaglio delle autorità»

CREMA (10 settembre 2020) - Quei resti distrutti dal fuoco, trovati sulla Fiat Panda carbonizzata, erano, con ogni probabilità, di Sabrina. La quasi certezza è arrivata dal vertice dei consulenti tecnici, due giorni fa all’Istituto di Medicina legale dell’Università di Milano. Ora sarà l’esame del Dna a stabilire, anche se l’esito appare scontato, se si tratta di Sabrina Beccalli, la donna di 39 anni scomparsa il giorno di Ferragosto, cercata inutilmente per dieci giorni nelle rogge e in una vasca di liquame svuotata.
Un altro capitolo che va ad arricchire il giallo riguarda quanto accaduto nell’immediatezza, quando i vigili del fuoco hanno spento le fiamme. È il capitolo «veterinari». «La questione è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria e pertanto l’Ats Val Padana non può rilasciare alcuna dichiarazione sul caso», lo stringato comunicato diramato ieri, all’indomani della notizia che le ossa, una trentina, esaminate da Cristina Cattaneo e Debora Mazzarelli, consulenti tecnici della Procura appartengono ad un essere umano e non ad un cane. Come aveva invece sostenuto nella sua relazione, una paginetta, Giuseppe Casirani, il veterinario dell’Ats chiamato il 16 agosto ad esaminare la carcassa. L’ispezione era durata dalle 14.20 alle 15.30. «La carcassa è identificabile come animale della famiglia dei canidi e del genere canis, di media taglia, di non giovane età e privo di microchip», il responso di Casirani, che aveva chiuso il verbale con una richiesta: «Si chiede di procedere allo smaltimento mediante ditta specializzata (Scs di Crema)» per l’indomani, il 17 agosto. Il 18 agosto parte dello scheletro e le ceneri finiranno nell’inceneritore.
Il veterinario Casirani non parla, ma arriva la sua versione. Ovvero di aver fatto il proprio dovere professionale, di aver fatto ciò che gli era stato chiesto di fare, ossia una sorta di identificazione del cane che risultava, tra l’altro, sprovvisto di microchip. E che la sua relazione poggiava su alcuni punti per attribuire i resti ad un cane.
Detenuto nel carcere di Monza con le accuse di omicidio volontario e distruzione di cadavere, Alessandro Pasini continua a negare di aver ucciso l’amica con la quale si era incontrato alle quattro del mattino del 15 agosto nella casa di via Porto Franco. È l’appartamento dell’ex fidanzata dell’uomo, una relazione finita ai primi di agosto, lei in vacanza in Sicilia.
Pasini sostiene che ad uccidere Sabrina sia stata una overdose. E di overdose era morta, circa vent’anni prima, la sua compagna, trovata senza vita nel Milanese. All’epoca, lui non era presente. Pasini ha evocato l’episodio durante l’udienza di convalida del fermo. E lo ha evocato come un «trauma psicologico» che gli era derivato, per spiegare, insieme alla vergogna di essersi trovato a consumare droga con l’amica nell’appartamento della sua ex convivente, quei comportamenti ritenuti illogici da chi indaga. Perché non ha chiamato il 118? Perché ha tagliato il tubo del gas della caldaia dell’appartamento saturandolo? Perché ha poi bruciato il corpo nell’auto?
Per chi indaga, Pasini voleva cancellare le tracce dell’omicidio. Intanto, l’inchiesta va avanti. Martedì prossimo, alle 11, il pool di consulenti tecnici ed il pm, Lisa Saccaro, titolare dell’inchiesta, esamineranno la Fiat Panda sotto sequestro nell’officina di Offanengo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

10 Settembre 2020

Commenti all'articolo

  • francesco

    2020/09/10 - 08:50

    C'è una domanda a monte: una donna scompare, si trova la sua auto bruciata con dei resti all'interno e viene l'idea di farli analizzare da un veterinario e non da un medico? Chi ha avuto questa bella pensata?

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    • Alessandro

      2020/09/10 - 11:26

      E' proprio questa la bestialità che c'è a monte. Il veterinario avrà le sue responsabilità, ma chi ha avuto la brillante idea di contattarlo (a fronte di donna scomparsa, auto incendiata, ecc) è da licenziare in tronco

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