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CREMA. IL MISTERO DI SABRINA

Ossa: gli esami in laboratorio. Oggi è il giorno della verità

Casa di via Porto Franco ancora sotto sequestro: l’ex compagna di Pasini ospitata da un sacerdote

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

08 Settembre 2020 - 08:18

Ossa: gli  esami in laboratorio. Oggi è il giorno della verità

Sabrina Beccalli e i rilievi del Ris

CREMA (8 settembre 2020) - Oggi una prima risposta, che arriverà dalle analisi dei reperti trovati dai carabinieri del Ris nell’abitacolo della Panda (data alle fiamme nella campagna di Vergonzana) di Sabrina Beccalli, scomparsa dalla notte di Ferragosto. Esito che contribuirà a fare un poco di chiarezza. Uno dei tanti tasselli che verranno sistemati. Nell’Istituto di medicina legale dell’Università statale di Milano, questa mattina si metteranno al lavoro le anatomopatologhe Cristina Cattaneo e Debora Mazzarelli, incaricate dal sostituto procuratore Lisa Saccaro di eseguire la perizia sulle ossa, assieme al tossicologo Domenico Di Candia.
In poche ore si potrà sapere se i resti appartengano a un cane o siano umani, come ipotizzato dal medico legale Angelo Grecchi, a cui erano state mostrate delle immagini dal difensore di Alessandro Pasini, l’avvocato Paolo Sperolini. Qualora quella trentina di frammenti non venissero identificati come di natura animale, servirebbe invece oltre una settimana per la comparazione del Dna estratto dalle ossa con quello di Sabrina.
Nel laboratorio dei carabinieri del Ris, invece, sarà analizzato quanto trovato nella casa dell’ex compagna di Alessandro Pasini, in via Porto Franco. Nei laboratori ci sarà anche il generale in congedo Luciano Garofano, scelto come consulente dal legale che assiste la famiglia Beccalli.
Sempre in via Porto Franco sono pure state scovate tracce di sangue, lavate dallo stesso Pasini ma evidenziate grazie al luminol, e altri oggetti «utili» alle indagini. Si parla anche di un braccialetto appartenente a Sabrina. Il che dimostrebbe o meglio sarebbe la conferma della presenza della 39enne in quella casa.
E pure un «mocio» ancora umido, adoperato probabilmente dal 45enne in carcere a Monza con l’accusa di omicidio e distruzione di cadavere, per lavare il sangue. Il che avvalora ulteriormente la tesi degli investigatori. «L’aspetto più importante dal quale non dobbiamo distogliere l’attenzione — sottolinea l’avvocato Antonino Andronico, incaricato dai parenti di Sabrina — è la scena del crimine. Stabilire cioè con esattezza quanto è avvenuto in quell’appartamento. Per quanto riguarda l’esame delle ossa restiamo in attesa. La dottoressa Cattaneo dispone di un ricchissimo database». Pasini, lo ricordiamo, ha sempre sostenuto che Sabrina sia morta per un’overdose, trovandola riversa nel bagno con naso e bocca piene di sangue. Versione a cui non credono gli inquirenti.
E a proposito della scena del crimine, ovvero di quell’appartamento di via Porto Franco. E’ ancora sotto sequestro. L’ex compagna di Pasini, che ha due figli, non può metterci piede. Lo ha fatto solo, in presenza dei carabinieri e con il suo legale, l’avvocato Doriano Aiolfi, per prelevare qualche oggetto personale e indispensabile. La donna ha trovato momentanea accoglienza da un sacerdote della città, ma non vi può rimanere ancora a lungo. Di qui la ricerca, che pare essere un poco complicata, di un appartamento da occupare per poche settimane. «La metà di questo mese — ci spiega l’avvocato Aiolfi — potrebbe essere la data giusta, cioè quella in cui chiedere il dissequestro dell’appartamento. Se i carabinieri del Ris non hanno più necessità di compiere accertamenti, per quella data la casa potrebbe tornare in possesso della mia assistita».

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