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Venerdì 25 Settembre 2020

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DAI DISSIDI ALLA SPACCATURA

Lodo Scrp, sindaci dissidenti: «Non c’è mai stato dialogo»

Municipalizzata costretta a pagare otto Comuni: «Nessuna vittoria, fatto valere un nostro diritto»

Lodo Scrp  sindaci dissidenti: «Non c’è mai  stato dialogo»

CREMA (9 agosto 2020) - La voce degli otto sindaci dissidenti da Scrp, dopo il pronunciamento che ha ritenuto legittimo il loro recesso e che prevede il rientro delle quote. Soddisfazione, ma anche dispiacere, per la «mancanza di dialogo, nonostante la nostra disponibilità». «Se si prosegue su questa strada, il nostro territorio sarà destinato alla marginalizzazione. Speriamo che la storia sia da stimolo per un cambiamento». Questa l’analisi dei dissidenti: Antonio Grassi (Casale Vidolasco), Roberto Moreni (attuale sindaco di Casaletto di Sopra, il recesso era stato esercitato dal predecessore Luca Cristiani), Rosolino Bertoni (Palazzo Pignano), Attilio Polla (Romanengo), Nicola Marani (Salvirola), Gabriele Gallina (Soncino), Mauro Agarossi (attuale sindaco di Ticengo, il recesso era stato esercitato da Marco Arcari), Angelo Barbati (Trescore Cremasco). «Che abbiamo vinto non è esatto. Noi non abbiamo mai dichiarato guerra a nessuno — precisano —: abbiamo semplicemente fatto valere un nostro diritto previsto dal codice civile. Diritto affermato e comunicato ai soci nell’aprile 2017, dal presidente della stessa Scrp durante un’assemblea societaria e reso pubblico dai media».

[LEGGI IL COMUNICATO UFFICIALE]

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10 Agosto 2020