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Martedì 11 Agosto 2020

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CORONAVIRUS. LA PROTESTA

La prima linea alza la voce: «Non siamo medici di serie B»

Mancato bonus agli specialisti di base, Bombelli di Spino d'Adda: «Anche noi abbiamo rischiato nella lotta al Covid»

La prima linea alza la voce: «Noi medici dimenticati»

Erno Bombelli, medico di base a Spino d’Adda

SPINO D'ADDA (30 luglio 2020) - «Ho scritto una mail all’Azienda tutela della salute Valpadana, anche se in questo caso loro c’entrano relativamente: ritengo inaccettabile che il bonus statale una tantum di 1.500 euro vada solo ai medici ospedalieri con la motivazione che sono stati in prima linea nella battaglia contro il Covid. E noi medici di base chi siamo? Non è per i soldi, è una questione di principio». A sollevare la questione è Erno Bombelli, medico condotto del paese. Alle soglie della pensione, nei mesi scorsi è stato in prima linea nel curare gli spinesi colpiti dal Coronavirus: «Dormivo cinque ore a notte, mangiavo una volta sola al giorno, visitando a domicilio in media 20 persone ogni 24 ore. Sono stati i peggiori 100 giorni della mia vita, sia a livello professionale sia personale. Costretto a stare lontano dai miei affetti, per evitare il rischio di infettarli e con il costante pericolo personale di ammalarmi. Come me altre migliaia di medici di medicina generale, alcuni dei quali sono morti per il Covid, come i miei colleghi e amici Rosario Gentile di Pizzighettone e Giambattista Bertolasi di Castelleone. Quasi la metà dei decessi tra il personale medico italiano (172, Ndr) sono avvenuti tra i lavoratori della nostra categoria. Un errore imperdonabile l’averci dimenticato».

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29 Luglio 2020