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Mercoledì 12 Agosto 2020

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CREMA

Sulla morte di Pamiro il procuratore smonta il giallo

Pellicano: "Riteniamo di aver raggiunto elementi sufficienti per escludere le responsabilità di terzi nella vicenda"

Sulla morte di Pamiro il procuratore smonta il giallo

CREMA (16 luglio 2020) - Gli elementi raccolti sulla morte di Mauro Pamiro, 44 anni, il professore di informatica all'istituto Galilei di Crema e musicista, trovato cadavere la mattina del 29 giugno scorso nel cantiere in via Don Mazzolari, scalzo e senza il telefonino, portano chi indaga a privilegiare l'ipotesi del suicidio. La vita di Mauro e della moglie Debora Stella, di quattro anni più giovane, grafica pubblicitaria indagata per omicidio, come atto dovuto, i loro problemi di coppia, le loro frequentazioni hanno alimentato un giallo che , ora, il procuratore della Repubblica di Cremona Roberto Pellicano smonta. "Di giallo non sembra esserci assolutamente nulla, intendendo per giallo la descrizione di un crimine con il coinvolgimento di criminali e vittime. Si è trattato di un drammatico fatto che riguarda la vita privata delle persone. Riteniamo di aver raggiunto elementi sufficienti per escludere le responsabilità di terzi nella vicenda ed anche se le attività di ricostruzione non sono terminate, si avrà presto un quadro molto più chiaro che, in ogni caso, sarà oggetto di una attività giurisdizionale, essendovi una persona iscritta nel registro degli indagati che sarà verosimilmente oggetto di richiesta di archiviazione".
Per chi indaga, sabato notte, Pamiro si sarebbe dunque lanciato dall'impalcatura del cantiere. L'autopsia ha stabilito che le lesioni gravi sono compatibili con una precipitazione. Di più, il buco in mezzo alla fronte sarebbe stato provocato da una pietra, un sasso raccolto vicino al cadavere e sul quale vi era del sangue.

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16 Luglio 2020