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Sabato 26 Settembre 2020

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OMICIDIO A PALAZZO PIGNANO

Visite dei parenti vietate, "prigioniera" nella sua casa

Lo imponeva Eugenio Zanoncelli, accusato di aver ucciso la moglie Morena con un pugno in testa. La testimonianza del parroco don Benedetto Tommaseo e le voci di precedenti violenze fisiche

"Vietava ai parenti di visitare

PALAZZO PIGNANO (28 giugno 2020) - Un uomo, il 56enne Eugenio Zanoncelli, dalla doppia personalità? Potrebbe essere: fuori casa una persona «fantastica», dentro le mura domestiche, invece, la possibile trasformazione. Avvenuta da tempo e che va al di là del singolo episodio di violenza fisica: il pugno sferrato mercoledì sera, nel salotto della villetta di via Enrico De Nicola, alla testa della moglie Morena Designati, uccidendola. Ed ora, a poche ore dal funerale della donna, si rincorrono voci di possibili altre e precedenti violenze, di colleghe di Morena che, quando ancora era in grado di lavorare, l’avrebbero vista arrivare nell’azienda di cosmesi con alcuni ematomi. «Voci — ammette il parroco di Palazzo Pignano, don Benedetto Tommaseo - che anch’io ho raccolto. Ma voci».
Lo stesso sacerdote, tuttavia, racconta di un’altra forma di violenza: psicologica. Il parroco ha infatti raccolto lo sfogo di una parente stretta di Morena: «Ho conosciuto quella famiglia in occasione della prima comunione del ragazzino. Poi più nulla. Lo stesso ragazzino ha smesso di venire a catechismo e nemmeno ha ricevuto il sacramento della cresima. Ho chiamato la famiglia, ma senza successo».

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27 Giugno 2020