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Giovedì 02 Luglio 2020

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CORONAVIRUS. LA RIPARTENZA

Ancorotti: «Cosmesi fiore all’occhiello, ma il marchio va sostenuto»

Appello del presidente di Cosmetica Italia: «Il Made in Italy è terzo nel mondo». Previsione di un meno 30 per cento di fatturato: «Dobbiamo mettere i soldi in tasca alla gente»

Ancorotti: «Cosmesi fiore all’occhiello, ma il marchio va sostenuto»

CREMA (5 giugno 2020) - «Per ripartire, chiediamo al governo di favorire i consumi riducendo la tassazione ai lavoratori. Se non mettiamo soldi nelle tasche della gente, i consumi non ripartiranno, le aziende produrranno meno e si creerà maggiore disoccupazione». Che peserà poi sullo Stato, aggiungiamo noi, in termini di costi per gli ammortizzatori sociali. Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia, indica quella che a suo parere dovrebbe essere la strada verso la ripresa. «L’aspetto psicologico giocherà un ruolo importante. La gente non è pronta a cambiare le abitudini che ha dovuto assumere negli ultimi tre mesi. Deve tornare la voglia di uscire di casa e di fare che c’era prima dello scoppio dell’epidemia. E poi, di soldi in tasca da poter spendere ce ne sono pochi. L’incognita più grande, a mio avviso è questa». Il settore che Ancorotti rappresenta è il terzo in Italia sulla bilancia dei pagamenti: «Ci precedono solo il vino e la moda. La cosmesi – argomenta l’imprenditore cremasco – è uno dei fiori all'occhiello del Made in Italy, il terzo marchio al mondo dopo Coca Cola e Visa. Per un nuovo Rinascimento italiano, l'imprenditore cremasco, titolare della Ancorotti Cosmetics, si aspetta misure economiche concrete da parte del governo. «Quando finirà la cassa integrazione, la disoccupazione sarà inevitabile. Se gli Stati Uniti prevedono 30 milioni di disoccupati, anche l’Italia non sarà immune dal fenomeno. Credo che, a fine anno, il volume di fatturato complessivo della cosmesi sarà inferiore del 30% rispetto a quello del 2019, con l'eccezione probabilmente di chi produce sapone e detergenti per le mani, che in questi tre mesi ha lavorato più del solito».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

04 Giugno 2020

Commenti all'articolo

  • renzo

    2020/06/06 - 19:10

    finalmente un imprenditore che invece di piangere e chiedere meno tasse per lui, chiede di aiutare i lavoratori!!! I suoi colleghi non hanno ancora capito che i lavoratori sono sì i loro dipendenti ma sono ANCHE i loro clienti.

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