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Venerdì 18 Settembre 2020

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EMERGENZA SANITARIA

Terapia del plasma immune, Crema candidata nazionale

Il Maggiore tra i centri in lizza per la sperimentazione nazionale della terapia col sangue dei guariti. Due i risultati positivi già ottenuti all'ospedale con i pazienti: uno già dimesso, l’altro in via di guarigione

Terapia del plasma immune, Crema candidata nazionale

CREMA (21 maggio 2020) - Mentre l’impiego terapeutico del plasma iperimmune, nella cura del Covid, fa segnare i primi due successi in largo Dossena; l’ospedale Maggiore si candida a ricoprire un ruolo chiave, nella sperimentazione nazionale della metodologia di cura. A confermare la candidatura cremasca, per il progetto scientifico, è lo stesso direttore sanitario, Roberto Sfogliarini. E intanto, il presidio cremasco prosegue nella collaborazione con i centri clinici di Cremona, Pavia e Mantova, seguendo sempre la strada che punta a sfruttare il sangue dei pazienti guariti e i conseguenti anticorpi, come leva per scardinare la malattia dagli organismi di chi ne sia ancora affetto.

Come detto, i risultati soddisfacenti in città non mancano, sebbene su di una base numerica ancora limitata: «Un uomo e una donna — spiega lo stesso Sfogliarini —: in un caso sono già avvenute le dimissioni, mentre nell’altro sono in itinere. Si trattava di pazienti con quadri complessi — quindi pesantemente aggrediti dalla patologia Ndr —: entrambi erano stati sottoposti alla ventilazione assistita e rientravano nel protocollo che stiamo seguendo. Vale a dire, le linee guida che ci permettono di individuare i soggetti sui quali adottare il trattamento». 

il direttore sanitario non fa mistero di confidare nell’opportunità di rientrare nel pool di centri nazionali, che si occuperanno di valutare l’efficacia del trattamento. «I nuovi protocolli — aggiunge — sono in via di definizione a livello nazionale. Pertanto, abbiamo inviato il nostro al Comitato etico: si tratta di un passaggio per perfezionare l’adesione. Ovviamente il risultato non è automatico: si vedrà in seguito chi verrà inserto nel progetto. In questo momento — tiene comunque a precisare Sfogliarini — non abbiamo nuovi pazienti sui quali utilizzare il plasma iperimmune». 

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21 Maggio 2020