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Mercoledì 19 Febbraio 2020

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CREMA. COMMERCIO E VELENI

Chiusure «indigeste», il Comune si smentisce

Il sindaco all’attacco, ma i dati pubblicati dal giornale La Provincia erano stati forniti dalla sua amministrazione

Chiusure «indigeste», il Comune si smentisce

CREMA (13 febbraio 2020) - Eccoli i famosi numeri relativi alla chiusura delle attività commerciali che tanto hanno fatto discutere. L’ufficio di staff del Comune si è fatto in quattro per recuperali e inviarli nel primo pomeriggio di martedì ai media attraverso un pepato comunicato stampa, che smentiva i dati pubblicati dal giornale La Provincia sabato scorso sulla base di quanto riferito all’Ufficio commercio dello stesso Comune. Fonte ovviamente citata (alla dodicesima riga) dell’articolo ora incriminato.
La pubblicazione dei «nuovi» dati avviene - va sottolineato - non in conseguenza del velenoso post pubblicato ieri dal sindaco Stefania Bonaldi sul suo profilo Facebook: lo slittamento ad oggi era noto fin da martedì all’assessore al Commercio Matteo Gramignoli.
Recita il comunicato, corredato da grafici, istogrammi e «torte» arrivato dall’ufficio di staff del sindaco: «La conclusione delle statistiche di consuntivo degli uffici comunali che si occupano del commercio consente di rappresentare con precisione la situazione di aperture e chiusure, e di analizzare nel tempo l’evoluzione del rapporto tra esercizi di vicinato, media vendita, negozi alimentari e non alimentari. Una situazione purtroppo malamente sintetizzata da alcune testate giornalistiche locali, che hanno mancato di informare correttamente i cittadini preferendo titoli forzati, opportunisticamente strumentalizzati da alcuni consiglieri di minoranza in un circo mediatico tutto basato sull’inaccuratezza. Nel caso del commercio, è necessario smentire subito una notizia data da un quotidiano locale, cioè che nel solo mese di gennaio avrebbero chiuso 41 saracinesche, soprattutto in centro».
Stando a quanto rimarcato dal Comune, a fine 2018 i negozi di vicinato non alimentari in attività erano 455. A fine 2019, 437. Meno 18. Nel comunicato manca il dato relativo alle attività di negozi di vicinato in sospeso, che sono 23 (tra alimentari e non). Ad oggi non sono più aperti, ma non hanno ufficialmente comunicato la cessazione dell’attività. Nella tabella qui sotto viene fatta la suddivisione. Il totale complessivo fa comunque 41, ovvero quanto «uscito» dall’ufficio commercio del Comune e da noi riportato. Ma siccome quell’ufficio è stato smentito dallo stesso Comune, il dato non può ufficialmente essere tenuto in considerazione.
Le polemiche sono nate all’indomani della pubblicazione del primitivo articolo. La contestazione fatta subito: «Ma se a Crema chiudono 41 negozi ogni mese a fine anno c’è il deserto». Oddio, il titolo era tutt’altra cosa, riferito al solo mese di gennaio, con annessa spiegazione del particolare momento dell’anno: periodo natalizio in archivio, saldi che avevano esaurito il boom iniziale. Una circostanza confermata anche dall’assessore Matteo Gramignoli. Sono a disposizione gli audio registrati su whatsapp.
L’altra polemica: il tempo intercorso tra la pubblicazione dell’articolo e quella dei dati «ufficiali». Semplicemente non è dipeso da noi.
«I numeri — secondo il comunicato a firma dello staff del sindaco - sono completamente diversi: c’è stato un errore di interpretazione che va spiegato, a questo punto, a tutti, con trasparenza e fonti affidabili e riscontrabili: è stato esagerato – perché non aggiornato - un consuntivo di anno/su/anno e confuso per un presunto dato di un solo mese. All’inizio dell’anno si nota, numericamente, la più alta concentrazione di chiusure, perché il 31 dicembre, così come altre trimestrali, è una tipica data fiscale, comoda per chiudere formalmente un’attività». Tutto vero. Ma la sostanza resta la stessa: dal primo gennaio a Crema sono attivi 41 negozi in meno. Sempre la stessa è anche la nostra fonte, dalla quale sono stati attinti i dati sia la scorsa settimana sia il mese scorso. La differenza? Stavolta sono negativi, e allora sono stati contestati; un mese fa invece erano positivi, e nessuno mosse appunti. 

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13 Febbraio 2020