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Domenica 23 Febbraio 2020

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CREMA

Case popolari, boom di evasori: "In 160 possono ma non pagano"

Denuncia dei Cinque Stelle dopo il dibattito in commissione: per ora, nessuna conferma dal Comune. Il consigliere Draghetti: "Per colpa della giunta il buco degli affitti non versati ha superato i 600 mila euro"

Case popolari, boom di evasori: "In 160 possono ma non pagano"

CREMA (29 gennaio 2020) - Per ora mancano conferme ufficiali da parte del Comune, ma in base ai numeri forniti oggi dal consigliere comunale di minoranza del Movimento Cinque Stelle Manuel Draghetti, ci sarebbero circa 160 inquilini delle case popolari comunali che regolarmente non pagano l’affitto pur avendo le disponibilità economiche per farlo. "Si tratta di un dato allarmante e sconcertante – sottolinea Draghetti – emerso durante una recente riunione della commissione Servizi sociali presieduta dal vicesindaco e assessore al Welfare e case popolari Michele Gennuso: dopo aver inviato circa 300 lettere agli inquilini morosi, durante gli ultimi tre mesi del 2019 (meglio tardi che mai). Sono state analizzate le singole situazioni. Sono risultati morosi incolpevoli, cioè effettivamente bisognosi e in difficoltà nel pagamento dell’affitto, circa 140 persone, ovvero meno della metà degli inquilini. Questo a dimostrazione del fatto che la nostra tesi risulta corretta: chi non può pagare, va aiutato, sostenuto, accompagnato, ma non è tollerabile il comportamento di chi potrebbe pagare e non lo fa, creando un danno alla collettività, primi fra tutti coloro che avrebbero davvero bisogno di un alloggio popolare. Infatti, è notizia recente il numero irrisorio e ridicolo di alloggi popolari messi a disposizione rispetto alle domande".

"Durante la commissione - continua Draghetti - l’assessore Gennuso ha chiesto, sorprendentemente e pregiudizialmente, di non affrontare l'argomento della morosità in forma strumentale, forse per timore che, avanzando richieste di approfondimenti, emergesse la totale inadeguatezza delle due giunte Bonaldi su questo tema. Infatti, già durante il primo mandato, pur in presenza di una significativa morosità, poco è stato fatto per contenere e non permettere che questa crescesse in maniera esponenziale. L’ultimo dato ufficiale della morosità (2018), in costante e vertiginoso aumento, ammonta a 603.000 euro: una cifra spaventosa per un Comune delle dimensioni di quello di Crema. Durante lo scorso agosto, il M5S Cremasco aveva contestato il fatto che la Giunta dichiarasse non più recuperabile, e quindi inesigibile, la somma di 175.496,62 euro, relativa a mancati e vecchi pagamenti di affitti. Lo stesso assessore Gennuso, in sede  di Commissione, ha confermato la veridicità del fatto: più di 175.000 euro di soldi dei cremaschi non più incassabili. Tutto ciò, a causa dell’incapacità degli attuali amministratori a contenere quel bubbone di morosità, arrivato ormai a livelli non più gestibili. Nemmeno le  forme di intervento economico volte a contenere  i mancati pagamenti dei canoni di locazione, fanno venir meno  la responsabilità dell'Amministrazione per l'inadeguata e tardiva presa in carico delle debordanti situazioni di morosità. Sia chiaro che ciò che si rileva è il fatto di come non sia possibile, in 7 anni e mezzo di giunte a guida Bonaldi, arrivare a cifre di morosità di questa portata, cresciute di anno in anno".

Il sindaco Bonaldi e l'assessore Gennuso, conclude Draghetti "facciano autocritica, senza tacciare di strumentalizzazione coloro che, avendo fatto prepotentemente emergere le criticità presenti nell’Erp (Edilizia residenziale pubblica), hanno spinto l’amministrazione comunale di Crema a prendere, almeno, coscienza del problema. Ora attendiamo i risultati concreti". 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

29 Gennaio 2020

Commenti all'articolo

  • They

    2020/01/30 - 06:15

    Siete stati voi del M5S con la complicità del PD a favorire queste situazioni e come se non bastasse li pagate con il reddito di cittadinanza!

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