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Domenica 26 Gennaio 2020

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IN SALA ANELLI. INGRESSO LIBERO

Crema veneziana al Caffè Letterario del 17 dicembre

Storie, intrighi, delitti e misteri di un’epoca vitale. Saranno presenti quattro degli autori, interventi musicali di studenti del Folcioni

Crema veneziana al Caffè Letterario del 17 dicembre

CREMA (9 dicembre 2019) - Può il gioco del pallone trasformarsi in un’occasione di violenza? E può invece una festa riempire di colori un luogo, regalandone un’immagine grandiosa, come in un Gran Carnevale? Racconti (reali) del passato di una città, che è fatta non solo di grandi condottieri, battaglie, assedi e vincitori e vinti, ma anche di vita quotidiana. Tempi in cui la città era la Crema veneziana. E Crema veneziana - Momenti di vita, di storia e di arte è anche il titolo del volume pubblicato dalla Fondazione San Domenico che verrà presentato al Caffè Letterario di Crema: l’appuntamento è per martedì 17, con inizio alle 20,45 e ingresso libero, in sala Anelli del Folcioni. In concomitanza l’omonima mostra e una serie di iniziative getteranno nuova luce su Crema e il suo passato. Protagonisti della serata alcuni degli autori: Giuseppe Strada, presidente della Fondazione San Domenico; Emilio Canidio, Giampiero Carotti ed Edoardo Edallo. Come da tradizione, l’incontro prevede intervalli musicali curati dagli allievi del Civico istituto Musicale Folcioni.

Come tutte le serate del Caffè Letterario, anche questa è stata resa possibile dal contributo delle aziende che sostengono l’associazione culturale: Associazione Popolare di Crema per il territorio, Banca Cremasca e mantovana, Comitato Soci Coop di Crema, libreria La Storia di Crema, Icas di Crema, il quotidiano La Provincia di Cremona e Crema, Teicos di Pandino e, naturalmente, la Fondazione San Domenico che ospita gli appuntamenti.

Crema veneziana è composto di storie, intrighi, misteri, delitti, ma anche fioritura culturale, artistica, architettonica, confini territoriali liquidi e le influenze che grandi nazioni europee hanno avuto sulla tradizione cremasca. In 150 pagine, scandite a ritmo di 24 saggi di autori vari, curiosità e aneddoti viaggeranno tra i secoli per incuriosire ed emozionare i lettori. Ad esempio, due episodi. Per ragioni agli antipodi, ma di identico fascino. In Crema un caso orrendo, scritto a quattro mani da Francesca Berardi e Giampiero Carotti, che riporta il lettore alle atmosfere di fine ’700. E in particolare, in un’afosa notte del 1781, alle 23. Quando, «era in svolgimento una partita di pallone. Non calcio moderno, ma di un gioco che è possibile identificare nel pallone con bracciale». Una disciplina molto diffusa a livello nazionale, ai tempi, che aveva nel cremasco Maurizio Frecavalli un campione assoluto. Ma a colpire di questa storia non è tanto la partita che vedremo, sarà solo cornice del reale accadimento, quanto più il vero e proprio contenzioso, con tanto di duello, inseguimento e regolamento di conti, destinato a finire a processo, tra alcuni nobili della città. Motivo del contendere, senza troppo svelare per non rovinare gusto e sorpresa a chi leggerà, la possibilità o meno di concedere il passaggio a un carro, da quella piazza Duomo chiusa con disposizione del Podestà, proprio per la partita. Il marchese Fortunato Gambazzocca prende una posizione; il comandante della compagnia dei croati a cavallo Lunardo Giustinian un’altra. E insomma, la questione arriva alle mani. Anzi, alle spade. Con conseguenze di una certa portata. Scorrendo il volume leggiamo anche comunicazioni del podestà a Venezia, documenti storici reali e testimonianze tratte dagli archivi cremaschi che non fanno che intrigare e tenere incollati alle pagine.

Ma un altro interessante salto temporale è senza dubbio anche quello a firma di Alessandra Mignatti, dal titolo Sopra un ippogrifo finto con bell’arte volante e La barriera del 1587 a Crema. Parole surreali che servono a raccontare come la città fosse già impregnata di uno spirito folkloristico spiccato che poi, nei secoli, darà vita al Gran Carnevale. Tra le pagine, ne troviamo un antenato: quella giostra cinquecentesca di cavalieri descritta dal Canobio nel suo Proseguimento della storia di Crema e del Cremasco, che racconta non solo la giostra cavalleresca, ma lo sfarzo e l’inventiva (nei costumi e nelle scenografie) esibito per affermare la magnificenza e la grandezza di Crema. E allora, musica, carri, costumi, paggi in livrea calati dal ponte, sfere di fuoco, fontane, ippogrifi e chi più ne ha più ne metta. Allegorie della vita, come al Carnevale. Spaccati di essenza cremasca che vi conquisteranno.

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09 Dicembre 2019