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Giovedì 17 Ottobre 2019

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IL PROCESSO

Estorsione, il pm: «L'avvocato Branchi va assolto»

Messina: «Non è dimostrata la sua malafede». Lettura della sentenza il 15 ottobre

Estorsione, «Branchi va assolto»

Il tribunale di Cremona

CREMONA (17 settembre 2019) - «La convinzione che mi sono fatto è che difetti la prova», dice. Poi passa velocemente in rassegna i casi di presunta estorsione per affermare che «tutto questo rientra nei compiti dell’avvocato». Che «non è dimostrata la sua malafede e se non si prova la malafede, non c’è spazio per la responsabilità penale». Al pm, Francesco Messina, bastano sette minuti di requisitoria per chiedere (oggi) al tribunale di assolvere «perché il fatto non costituisce reato» l’avvocato Angelo Branchi dall’accusa di essere il regista di un sistema estorsivo studiato per aiutare il suo cliente Antonio Silvani, dal 1984 al 2004 titolare, a Chieve, della ‘Silvani Antonio srl’, a farsi pagare due volte, a distanza di molti anni, dai clienti che avevano acquistato porte blindate e serramenti. Per Branchi, l’artigiano Silvani era un cliente importante: gli dava l’80 per cento del fatturato dello studio. In alcuni casi a Silvani era andata bene, in altri ci aveva provato. Come? Il ‘sistema’: Branchi firmava le lettere di sollecito e se la richiesta cadeva nel vuoto, portava i presunti debitori davanti al giudice civile con l’arma del decreto ingiuntivo. Ma un conto è Silvani, «consapevole di aver fatto già pagare ai clienti» e, quindi, «sicuramente colpevole» tant’è che è già stato condannato (con l’abbreviato dal gup) a 5 anni e 3 mesi di reclusione per gli episodi estorsivi e per reati tributari. Un altro conto è il suo avvocato «che ha fatto l’avvocato». Lettura della sentenza il 15 ottobre.

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17 Settembre 2019