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Martedì 17 Settembre 2019

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CREMA

Pullman dirottato, via al processo

Mercoledì 18 la prima udienza in corte d’assise a Milano per l’autista che tenne in ostaggio 51 alunni delle Vailati. Il pm antiterrorismo Nobili chiede che vengano sentiti circa cinquanta testimoni. Imputato sano di mente

Pullman dirottato, via al processo

Ousseynou Sy e il pullman a fuoco a San Donato

CREMA (12 settembre 2019) - Il terrore, per 51 studenti di due classi della scuola media Vailati, iniziò dopo l’ora di ginnastica, alle 11,10 del 20 marzo scorso: l’autista del bus, che li avrebbe dovuti riaccompagnare dalla palestra Serio all’istituto di piazza Moro, pigiò il tasto di chiusura delle porte e pronunciò un perentorio: «Da qua non esce vivo nessuno; basta morti nel Mediterraneo». Quell’uomo, Ousseynou Sy, 47 anni e all’epoca da 15 alle dipendenze delle autolinee Agi, un italosenegalese separato e con due figli grandi, da sei mesi si trova nel carcere di San Vittore. E per lui, mercoledì 18 alle 10,30, si aprirà il processo in Corte d’assise, a Milano, con le imputazioni di strage, sequestro di persona aggravato dalla finalità terroristica, incendio doloso, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Perché quel giorno, prese in ostaggio gli alunni delle seconde A e B per 40 interminabili minuti. Aveva con sé due taniche di benzina e costrinse la bidella Tiziana Magarini a rovesciarle tra i sedili. Voleva raggiungere l’aeroporto di Linate per un «gesto eclatante», ma i medici del penitenziario — assicura uno degli avvocati di parte civile, il legale cremasco Antonino Andronico che sin dalle battute iniziali rappresenta alcuni degli studenti — «durante la detenzione non hanno riscontrato tracce di patologie psichiatriche».  Il pm antiterrorismo Alberto Nobili chiede che vengano sentiti circa cinquanta testimoni.

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11 Settembre 2019