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Giovedì 22 Agosto 2019

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SERGNANO

Vincere la paura della diversità, Berta si racconta nel film 'Solo cose Belle'

Il 47enne disabile di Sergnano tra i protagonisti della pellicola di Kristian Gianfreda in programmazione nei cinema di tutta Italia dal 9 maggio

Vincere la paura della diversità, Berta si racconta nel film 'Solo cose Belle'

La locandina del film 'Solo cose belle'

SERGNANO (29 aprile 2019) - È uno dei protagonisti di un film che è una vera e propria sfida alla paura della diversità: "Solo cose belle" di Kristian Gianfreda, in programmazione nei cinema di tutta Italia dal prossimo 9 maggio. Si chiama Marco Berta, vive a Sergnano, in provincia di Cremona, ed è uno dei ragazzi disabili della Comunità Papa Giovanni XXIII. Nel tempo libero ama leggere riviste e quotidiani, segue con passione lo sport ed è un grande tifoso della Juventus. Adesso si è cimentato - con successo - pure nella recitazione e anche se nella pellicola interpreta se stesso, la storia che ci racconta parla un po' di tutti noi, delle nostre paure e dei nostri pregiudizi.

Al centro del film c'è da un lato un paesino romagnolo alla alla vigilia delle elezioni comunali, e dall'altro una casa famiglia in cui si muovono i personaggi più differenti: una mamma e un papà, un richiedente asilo appena sbarcato, un’ex-prostituta, un giovanissimo ex carcerato e due ragazzi con disabilità. Mondi diversi e lontani, che però entrano in "collisione" quando Benedetta (Idamaria Recati), la figlia sedicenne del sindaco (Giorgio Borghetti), si innamora del giovane ex carcerato Kevin (Luigi Navarra), nonostante le convenzioni sociali del mondo da cui proviene. Il fatto crea scompiglio nell'intera comunità, ma sarà proprio la conseguente reazione a catena fatta di sospetti, lacrime, risate e sgomberi a far venire alla luce la bellezza dell’accoglienza e l’importanza della solidarietà. Intrecci inaspettati, rapporti contrastati e personaggi bizzarri diventano il sorprendente collante tra un paesino ancorato alle proprie convenzioni e un luogo popolato da coloro che vengono spesso etichettati come gli "sbagliati" e i "superflui". Finché legami inattesi si trasformano in opportunità. "Il film - spiega il regista - è un manifesto dedicato al valore delle differenze, alla lotta contro l'emarginazione e alla bellezza racchiusa nel superare la paura della diversità, specialmente in un momento storico e politico come quello che stiamo vivendo".

È lo zio di Marco, Primo, a sottolineare un punto fondamentale del messaggio della pellicola: «Oggi è un luogo comune - dice - legare la diversità allo straniero, ma credo che l'incontro tra due mondi differenti non debba essere per forza motivo di trasformazione o di volontà di cambiare l'altro. L'incontro tra due mondi differenti permette di cambiare se stessi. Il film raccoglie anche la sfida del cambiamento dove anche il fallimento diventa un momento di crescita».

Il personaggio interpretato da Marco Berta è fondamentale per portare in scena tutto questo: senza mai far mancare autenticità e allegria, mette alla prova gli altri protagonisti, ponendoli di fronte alle sfide e alle risorse dell'accoglienza. «Il suo personaggio - continua lo zio - è stato costruito proprio sul base della sua personalità, e il suo paese si è sempre stretto attorno a lui, proprio come la comunità della casa famiglia nel film». Non è mancato, durante le riprese, il sostegno di tutto il gruppo di lavoro, che ha permesso a Marco di vivere sul set un'esperienza positiva ed entusiasmante. Accanto a lui, oltre a due giovani attori emergenti – Recati e Navarra – anche tanti professionisti come Giorgio Borghetti, Carlo Maria Rossi e Barbara Abbondanza. A loro si è aggiunto Ciccio, un altro ragazzo disabile che vive in una casa famiglia della Comunità, la realtà fondata da Don Oreste Benzi che ha ispirato la pellicola grazie alle sue strutture di accoglienza presenti in tutto il mondo. «Con lui e con Marco - sottolinea il regista - si è spesso lasciato, durante le riprese, che le cose semplicemente accadessero, che le reazioni fluissero spontanee e che le emozioni fossero autentiche».

“Solo cose belle” nasce dalla lunga esperienza sul campo della Comunità Papa Giovanni XXIII, presente anche in Lombardia con diverse comunità terapeutiche, case di accoglienza, case famiglia, case per giovani e tante strutture per senza dimora. Queste realtà che da anni lavorano per diffondere i valori dell’inclusione sociale e per combattere l’emarginazione. Per questo, coerentemente con il tema del film, hanno lavorato alla pellicola, in scena o a supporto della produzione, sia attori professionisti del cinema, del teatro e della televisione, sia persone della Comunità e figure che hanno un’esperienza pregressa in case famiglia o in altri progetti sociali: ex carcerati, ex prostitute, ex tossicodipendenti ed ex senza fissa dimora, nonché alcuni ragazzi con disabilità.

Il film è stato presentato in anteprima a Rimini lo scorso 7 dicembre, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e verrà presentato in Senato il prossimo 7 maggio.

29 Aprile 2019