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Mercoledì 17 Luglio 2019

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STUDENTI RAPITI

Ramy: 'Il momento più brutto è quando ho visto il coltello'

L'alunno della Vailati di Crema ospite con il padre a Porta a Porta, nella stessa giornata il conferimento di un riconoscimento d'onore dall'ambasciatore egiziano

Ramy: 'Il momento più brutto è quando ho visto il coltello'

ROMA - «Il momento più brutto è stato quando l'autista a un certo punto si è fermato davanti al posto dove ero seduto e mi ha mostrato il coltello, fissandomi». Lo ha raccontato Ramy, il ragazzino di origini egiziane rapito mercoledì 20 marzo a San Donato Milanese insieme ai suoi compagni di scuola, che ha avvertito le forze dell’ordine. «Quando l’autista del pullman ha iniziato a raccogliere i telefonini - ha spiegato Ramy ospite di Bruno Vespa nello studio di Porta a Porta con il padre Khalid Shehata - ho capito che qualcosa di grave stava succedendo. Io però il mio l'ho nascosto tra due sedili e a quel punto ho chiesto ai miei compagni di fare un po' di casino così potevo telefonare. Prima ho chiamato il 112, poi ho avvertito mio papà», ha aggiunto Ramy. «Da grande voglio fare il carabiniere, mi piaceva già da piccolo, poi però la mia voglia di indossare un giorno quella divisa mi è venuta ancora più forte quando li ho visti in azione sul nostro autobus» ha detto ancora il ragazzino che ha indossato sulle spalle una bandiera dell’Egitto donatagli dall’ambasciatore egiziano in Italia.

L'AMBASCIATORE EGIZIANO
«Ramy Shehata rappresenta il vero dialogo tra le nazioni e il meglio delle culture» dell’Italia e dell’Egitto, «un egiziano in Italia simbolo della nostra fraternità». Con queste parole l'ambasciatore d’Egitto in Italia, Hisham Badr, ha conferito un riconoscimento d’onore all’adolescente, in una cerimonia tenutasi all’ambasciata egiziana a Roma che ha visto la presenza, tra gli ospiti, di rappresentanti della Moschea di Roma, della Chiesa ortodossa e di un funzionario del ministero degli Esteri Italiano. «Volevo ringraziare Ramy, un eroe che ha fatto un atto non da tredicenne, ma da uomo grande che rappresenta i valori egiziani», ha sottolineato l’ambasciatore Badr nel suo intervento. «Oggi siamo insieme, non voglio pensare cosa sarebbe potuto accadere senza suo intervento». L’Egitto è «l'ultima linea contro il terrorismo» e anche Ramy sventando l’attacco «è stato l’ultima linea contro terrorismo», ha sottolineato Badr. "Volevo ringraziarlo come un eroe che entra nella storia, lo ringrazio a nome del governo egiziano, e ringrazio i genitori e anche il governo italiano», in particolare «i ministri Salvini e Di Maio per le loro parole». Nel testo del certificato d’onore, si legge che Ramy è considerato un «coraggioso eroe egiziano» ed è «motivo di orgoglio per l’Egitto e il suo popolo. Il suo atto eroico del 20 marzo 2019 per salvare la vita di 51 cittadini italiani è motivo di apprezzamento e rispetto da parte di tutti, un modello di nobili valori egiziani, e ha un grande impatto sul rafforzamento dell’amicizia tra ltalia ed Egitto».

25 Marzo 2019