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9 maggio

Lettere al direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

09 Maggio 2015 - 17:17

IL CASO
Sono in carrozzina e ho bisogno di aiuto
Signor direttore, mi chiamo Alberto Gatti, ho 24 anni e, dalla nascita, sono affetto da tetraparesi spastica. Cosa significa è presto detto: sono in carrozzina, non controllo bene i miei movimenti e ho difficoltà a parlare. Questi deficit fisici mi impediscono di avere una vita autonoma e normale. Fino a poco tempo fa, il Comune metteva a mia disposizione un accompagnatore per sei ore settimanali. Oggi le ore sono aumentate a dieci, ma non bastano ancora. Non bastano perché ho scelto di aprire una piccola attività informatica — la Gattipc — in modo da aiutare la mia famiglia con le spese. Non bastano perché ho scelto di praticare qualche sport: nuoto, equi- tazione - che da sola costa venti euro a seduta. Non bastano perché credo di avere il diritto, come tutti i miei coetanei, di uscire qualche volta di casa e svagarmi. Ho qualche amico, ogni tanto usciamo ma anche loro hanno le loro vite e i loro impegni, e non posso pretendere miracoli. I miei genitori mi aiutano molto. Per me fanno sacrifici, ma in alcuni momenti avrebbero l’esigenza di lasciarmi a casa, da solo. Ma da solo io non posso stare e ho costante bisogno di assistenza per poter svolgere le pratiche quotidiane. Di stare con le mani in mano, però, non mi va proprio. Prima di tutto perché aspiro anch’io ad avere una vita il più possibile normale. E, in secondo luogo, perché mi rendo conto che la mia famiglia ha per me ingenti spese. Non chiedo carità. Ho sempre cercato di lavorare e di meritarmi il guadagno. Da solo, con l’attività informatica che mi sono creato, e attraverso il Comune, con i lavori riservati ai disabili. Ma non basta. Tali lavori, infatti, sono poco remunerativi, e non consentono di pagare un accompagnatore per ore aggiuntive. Servirebbe un ulteriore aumento del sostegno da parte dei Servizi sociali del Comune che peraltro ringrazio per il sostegno offerto fino a qui. Oppure servirebbe un lavoro, sufficientemente pagato, che io sono disposto a fare e che mi permetterebbe di mettere in gioco le competenze che ho costruito nono- stante i deficit fisici.
Alberto Gatti
info@gattipc.it

Spero che il suo toccante e accorato appello riesca a toccare le corde giuste. Chi è in grado di aiutarla lo faccia senza esitare. Merita la massima attenzione un giovane con qualche difficoltà in più come lei, ma che vuole vivere del suo lavoro, senza pesare sulla famiglia.

LA POLEMICA
Quartiere Po, cresce il degrado tra insicurezza e maleducazione
Egregio direttore
mi permetta di affrontare alcuni argo- menti che mi stanno particolarmente a cuore e che riguardano la sicurezza del quartiere Po nel quale vivo da tantissimi anni. I problemi, che con molta probabilità sono uguali ad altri quartieri cittadini, sono sia di ordine pubblico sia legati alla viabilità del quartiere e in mo- do specifico alle piste ciclabili. Il primo problema che ho riscontrato e riguarda la sicurezza degli abitanti è la mancanza assoluta della presenza dei vigili di quartiere. Tempo fa avevamo un bravo vigile, il sig Corrado Gerevini che, a piedi, girava per tutto il quartiere, si fermava a dialogare con le persone chiedendo loro se vi fossero dei problemi legati alla sicurezza. Purtroppo per noi il sig. Gerevini è stato destinato ad altro incarico. Secondo problema è la maleducazione di alcuni automobilisti, la cui stragrande maggioranza abita nel quartiere, che parcheggiano con menefreghismo le loro automobili sul viale Po invadendo in maniera significativa (metà autovettura oltre la linea bianca di demarcazione della pista ciclabile) senza venire mai sanzionati dai vigili. Terzo problema per me che uso assiduamente la bicicletta è la sicurezza del corso Vittorio Emanuele. Questa è la via che svolge, per noi uomini, una importante funzione benefica: il massaggio gratui- to della prostata. Scherzi a parte, in que- sto tratto di via molto frequentata dai ciclisti, pedoni e mamme con carrozzine, esiste il limite dei 30 Km/ora che nessuno o pochi rispettano. Perché non installare un autovelox mobile in questo tratto di strada con lo scopo di ‘educare’ le persone indisciplinate e nel contem- po rimpinguare con le relative contravvenzioni le casse comunali?
Giovanni Gatti
(Cremona)

Boldrini ha incontrato qualche disperato italiano?
Signor direttore,
appena eletta la ‘compagna’ Boldrini presidente della Camera, (...) era un susseguirsi di suicidi da parte di italiani, imprenditori, commercianti, operai che, attanagliati dalla crisi economica, si suicidavano e tra questi, due fratelli corregionali della Boldrini che si ammazzarono a distanza di qualche giorno. Il fatto fece scalpore e destò commozione tanto da far dichiarare alla ‘compagna’ presidente della Camera: «Non sapevo di tante povertà italiane!» È evidente che la lezione non dovette servirle se la stessa, forse per una evidente deformazione professionale, vive, lavora ed opera in funzione dei problemi dei rom e dei clandestini. Ancora qualche giorno fa ha voluto illustrare agli italiani il futuro che li aspetta: «I migranti sono l'avanguardia di questa globalizzazione, ci offrono uno stile di vita che presto sarà molto diffuso per tutti noi». Mi piacerebbe chiedere a questa campionessa della politica delle ‘porte non aperte ma spalancate, (...) quali e quanti di questi stili di vita ha incominciato ad adottare (...). L’associazione dei disoccupati over 40 ‘Icaro’ domanda alla Boldrini se oltre a incontrare rom e clandestini, ha mai incontrato disoccupati italiani, magari quelli tra i 50 e 60 anni, senza speranza; se ha incontrato qualche italiano di quelli che dormono nelle macchine o sotto i ponti, di quelli che non possono pagare le bollette, di quelli con moglie e figli, disperati, mortificati, se ha incontrato infine la famiglia di qualche italiano che, vinto dalla disperazione, ha deciso di farla finita. (...)
Giuseppe Vigliotta
(presidente dell’associazione disoccupati over40 di Cremona ‘Icaro’)

Alta stima e riconoscenza all’Arma dei carabinieri
Gentile direttore,
le invio le mie espressioni di alta stima per i carabinieri fedeli nei secoli quali servitori dello Stato. L’ 8 maggio del 1861 i carabinieri diventarono arma dell’esercito e per antonomasia la prima arma. In tale ricorrenza il mio cordiale saluto va a tutto il Comando generale dell’arma dei carabinieri, alla Legione Regione Lombardia, al Comando provinciale di Cremona e in particolar modo alle stazioni carabinieri a me vicine, dove vivo da amministratore e cittadino con un forte legame istituzionale, che sono, la stazione di Robecco d’ Oglio e il Comando carabinieri di Casalbuttano ed Uniti. (...)
Giacomo Mondini
(Casalbuttano)

Bene la cancellazione della scritta fascista a Crotta
Egregio direttore,
approvo la cancellazione della scritta del ventennio rinfrescata recentemente sulla cascina di Crotta D'Adda e non capisco tanto clamore da parte di quel Sindaco per una scritta apologetica che offende sia la storia del suo paese ma ancor più offende i discendenti del marchese Stanga se gli stessi conoscessero veramente la storia di quel nobile casato. Durante il ventennio da parte di un fascistissimo componente di una numerosa famiglia di agricoltori con atti illeciti riuscì ad impossessarsi della cascina, del caseificio e delle terre del marchese Stanga e da incompetente le rese in parte aride, ma non solo, riuscì anche a fare andar male un fiorente allevamento di cavalli arabi del marchese stesso. Nel giorno dell'insurrenzione, il 25 aprile '45, il fascistissimo agricoltore amicissimo di Farinacci abbandonò tutto scappando dal paese e si rifugiò per diversi giorni seguenti nel granaio di una cascina. Solo negli anni '50 e con molta fatica venne riconosciuta l'illegalità di quel colpo di mano e il marchese Stanga riuscì a rientrare in possesso dei beni. Per questo i discendenti avrebbero dovuto cancellare loro stessi la scritta fatta mettere da un fascista che d'autorità ha agito per truffare il loro casato in quel modo.
Sergio Noci
(Soresina)

Vescovato, che errori ha fatto il sindaco?
Signor direttore,
sono una cittadina di Vescovato, in queste ore tormentate dalla vicenda che sta mettendo in pericolo di commissariamento il Comune. Fino ad ora sapevo di Comuni commissariati per mafia, per corruzione, per illegalità, ma quello di Vescovato di quale colpa è sospettato? Dall’assemblea pubblica, tra le azioni di governo del paese elencate dal sindaco e attuate nei primi dieci mesi di amministrazione, non ne ho trovate se non di meritevoli di approvazione e tutte in linea con il programma della lista. E’ stata certamente più paziente la comunità, in attesa di vedere realizzate le promesse elettorali, che questi quattro consiglieri che pensavamo impegnati responsabilmente nel loro compito istituzionale. Si lascia intendere che non è stato condiviso il metodo di lavoro del sindaco: perché? Quali gravi pericoli si sono intravisti nel suo operato per prenderne le distanze con queste dimissioni ad effetto? Ai cittadini presenti all’assemblea sarebbe stato necessario sentire anche le ragioni di chi si è dimesso; purtroppo nessuno di loro era presente e leggo sul giornale che i loro chiarimenti ci verranno forniti più avanti (...).
Franca Grisoli
(Vescovato)

I giovani e la solidarietà con ‘Musica in.... ricerca’
La manifestazione ‘Musica in... ricerca’ che si è svolta presso il teatro Monteverdi organizzata dal maestro Giuseppe Donzelli a favore della Fondazione Telethon ha avuto una prima affermazione. Un passo importante è stato compiuto per avvicinare i giovani alla solidarietà , non più quella fatta solo di parole, ma rappresentata da gesti concreti, azioni svolte. Grazie al supporto dell’Istituto tecnico Beltrami e dell’infaticabile prof. Peruzzi e dei suoi ragazzi (Luca Cigoli, Giuliana Ballarino, Tatiana Ciobanu e Riccardo Coppini) una macchina da guerra si è mossa per la ricerca scientifica. Il Comune di Cremona partner dell’iniziativa da anni sostiene il progetto ‘Siamo Tutti Diversi, integrazione – diversabilità – ricerca scientifica, nel ... con ... per il mondo della scuola’. Hanno animato la serata gli Avr Police (Zanotto Andrea, Maraia Fabio, Tamagni Massimo ) che hanno concesso anche il bis in finale di serata, canzoni sentite, partecipate, calde. Successivamente la band degli Echoes (Roberto Tomasevic, Davide Galimberti, Nicola Lombardo, Matteo Tessoni, Andrea Bedulli) ha riscaldato gli animi soprattutto dei più giovani ottenendo applausi dal pubblico (...). E’importante raggiungere dei traguardi, ma ancor di più se li si raggiunge con una squadra affiatata e motivata (...).
Luca Acito
(coordinatore provinciale Telethon Cremona)
La mia nostalgia si basa su fatti concreti e documentati
Egregio direttore,
su La Provincia ho rilevato due ricorsi alla locuzione ‘prendere lucciole per lanterne’ usata da interlocutori diversi, riferentisi a chi si occupa di storia in modo inadeguato. Il primo contesto, in cui detta locuzione è stata indicata, è l’intervento di Ada Negri mentre il secondo è la lettera, su Spazio, di M. Pelizzoni. Quest’ultimo dovrebbe leggere e riflettere sullo scritto della prima e, prescindendo dalle considerazioni da ella fatte sul «presente», soffermarsi sulla citata «bolla enorme d’aria» che ci intrappola e anestetizza, ed infine chiedersi: «Chi l’ha creata?». Poiché nella sua lettera il Pelizzoni mi indica come «un ultranovantenne nostalgico», desidero precisare che la mia nostalgia si basa su cose concrete, reali e documentate, che mi fanno tendere verso (quel) disilluso «altrove», indicato, seppur genericamente, dalla professoressa Ada Negri (...).
Claudio Fedeli
(Cremona)

Le utilities come l’Aem condannate se non cambiano
Egregio direttore,
il 2014 non è andato bene per le utility, le famose partecipate italiane e nel 2015 andrà peggio, a pesare è stato sia il calo dei consumi, sia il clima abbastanza mite, che nonostante ci sia stato il calo del prezzo del gas e del petrolio le partecipate hanno patito un calo dei ricavi dal 10 al 15% se consideriamo che i produttori di energia elettrica utilizzanti fonti fossili, vedi gruppi di cogenerazione tipo Aem di Cremona, che usano esclusivamente il gas, andranno in perdita sempre maggiore a causa della inesorabile concorrenza delle rinnovabili che hanno raggiunto il 17% della produzione di energia elettrica in Italia e che entro il 2020 con l’attuale trend arriverà a superare il 25%. E mentre i leader del mercato italiano, Eni ed Enel, hanno ridisegnato il modello di funzionamento della società, ridefinendo i segmenti della filiera da presidiare, le modalità di approvvigionamento e i servizi offerti e il proprio assetto organizzativo, per le municipalizzate invece che hanno vissuto in regime di monopolio per troppi anni e sono ancora oggi gestite da politici non all’altezza della situazione, se non comprenderanno in tempi brevi che dovranno ridisegnare il loro modello di funzionamento rimasto invariato da decenni, saranno escluse dal mercato sempre più concorrenziale ed attento all’efficienza energetica delle nuove tecnologie. (...)
Elia Sciacca
(Cremona)

Bella trovata accorpare l’Inpdap all’Inps
Egregio direttore,
quale pensionato, direi che mi sta a cuore la ‘salute’ dell’Inps nella stessa misura in cui mi stava a cuore la ‘salute’ dell’azienda presso la quale ho lavorato per 38 anni. Doveva arrivare il Governo dei tecnici (Monti & C.) per inventare l’accorpamento dell’Inpdap che ha portato in dote 17 miliardi di debito nelle casse dell’Inps. Non solum sed etiam: il maltolto delle rivalutazioni delle pensioni che varrebbe altri 16 miliardi. La perequazione automatica delle pensioni fu introdotta dalla riforma Amato, quell’Amato che è diventato il simbolo della Casta con i suoi 31.000 euro/mese di pensione e vitalizio.
Bruno Tanturli
(Crema)

Chi contrasta l’immigrazione vince le elezioni (Cameron)
Egregio direttore,
la grandiosa vittoria di Cameron non lascia dubbi: chi è contro l'immigrazione (invasione) ed è contrario a questo carrozzone che si chiama Europa, stravince le elezioni. Spero che sia d'esempio anche per l'Italia.
Cesare Forte
(Oradea Romania)

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